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CLARA MOSCHINI

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Pallini compie 145 anni e celebra il Mistrà con un libro

Il liquore all'anice ben rappresenta la storia della distilleria romana

E' un brand italiano storico e, in più, è l'unica distilleria rimasta a Roma. Parliamo di Pallini, l'azienda fondata quasi 145 anni fa da Nicola Pallini ad Antrodoco (Rieti), ma "romanizzata" nel 1922, città dove ha conosciuto un crescente sviluppo, fino all'inaugurazione, negli anni '60, del moderno stabilimento sulla via Tiburtina. Per celebrare questa storia, l'azienda ha pubblicato un libro dedicato al Mistrà, uno dei prodotti di punta che caratterizza Pallini da più di un secolo. 

Il volume illustrato “Il Mistrà: storia di un sapore antico”, a cura di Valerio Bigano e con la ricerca storica di Fulvio Piccinino, è stato presentato a Roma dal Presidente e Ceo dell’Azienda Micaela Pallini.

Non è un caso che il libro sulle vicende dell'azienda prenda spunto dal suo prodotto più caratteristico: la storia del Mistrà, “tonico” ricavato dall’anice verde del Mediterraneo, antico e nobile distillato italiano, si intreccia con quella della Pallini sin dall’inizio della sua attività. Dissetante dal sapore forte e secco, apprezzato in medicina e in cucina, presente nei manuali di erboristeria e nei ricettari, citato in poesia e in letteratura, il Mistrà è stato per Pallini un trampolino di lancio, rendendo una solida azienda artigianale un marchio italiano e internazionale a tutto tondo. La sua capacità di assecondare nel tempo i gusti dei consumatori ha consegnato al Mistrà Pallini la leadership di mercato tra i liquori secchi a base di anice, aprendo la strada ad altri prodotti come il Limoncello, la Sambuca e gli sciroppi alla frutta. 

“Questo libro nasce un po' come una scommessa", spiega Micaela Pallini a EFA News. "Il Mistrà è il prodotto che ci rappresenta di più, probabilmente il più antico della casa Pallini ed è sempre stato il nostro fiore all'occhiello. Con il cambiamento dei consumi ha perso un po' di rilevanza e ragionando con Fulvio, l'autore del libro, grande cultore della materia, è venuta l'idea di fare una ricerca, che si è rivelata bellissima intrecciandosi con la storia della nostra famiglia. L'occasione è anche l'anniversario dei 145 anni dell'azienda che festeggeremo nel 2020 e ci piacerebbe rilanciare questo prodotto sul mercato italiano".

"Pallini - prosegue l'ad che rappresenta la 5a generazione della famiglia - è rimasta l'unica distilleria romana. Basti pensare che prima di andare sulla Tiburtina, negli anni '60, avevamo la sede in Via dei Pastini, vicino Piazza di Pietra, proprio nel cuore di Roma. Pertanto il libro vuole anche parlare di Roma, delle sue aziende di food tradizionali che sono rimaste poche, ma che hanno comunque una storia importante che merita di essere valorizzata". 

Tra i distillati italiani più caratteristici, il Mistrà racchiude l’essenza di ben sette varietà di anice e ha come antenato illustre l'Ouzo greco. Si tratta di un liquore secco, naturale al 100%, ricavato da un accurato processo di tripla distillazione che, oltre a essere un valido partner in cucina per la preparazione di dolci e biscotti, favorisce la digestione dopo i pasti. Le prime notizie sul Mistrà in Italia, però, arrivano dalla zona oggi corrispondente al Friuli-Venezia Giulia e al Veneto. Questa notizia non sorprende poiché a Venezia, fulcro dei commerci con un’importante tradizione legata a quello delle spezie, confluirono molti saperi legati alla infusione e all’erboristeria. Fra il XIII e il XVI secolo Venezia ebbe anche sovranità sul Peloponneso e fu presumibilmente qui che i veneziani entrarono in contatto con il liquore prodotto dalla città di Misithra, conosciuta successivamente anche con il nome di Mistrà, fondata nel Peloponneso meridionale dai Romani con il nome di Laconia.

Dopo la perdita del Mar Egeo la produzione del Mistrà continuò sul suolo italiano, spostandosi però da Venezia: il fulcro produttivo di questo distillato-liquore a uso voluttuario e medico divenne la città di Brescia e la sua provincia, con Orzinuovi. Il successo in Italia poi fu tale che nacquero decine di altre produzioni sparse per tutto il paese. 

Negli anni '20 divenne anche il prodotto di punta della Pallini che per commercializzarlo sviluppò anche importanti campagne pubblicitarie. Risale a questi anni un bozzetto - poi non realizzato - ideato da Marcello Dudovich, uno dei padri del moderno cartellonismo pubblicitario italiano. Più recentemente, molti ricorderanno il fortunato spot degli anni '80 dello scorso secolo, col ritornello che divenne di moda: "E' Pallini un gran Mistrà, è beato chi lo beve e fortunato chi lo sa".

Photo gallery "Il Mistrà: storia di un sapore antico", di Valerio Bigano e Fulvio Piccinino (Pallini) Bozzetto di M. Dudovich per una pubblicità Mistrà Pallini, ca 1925
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