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Birra/2: il settore chiede alleggerimento fiscale

Assobirra: "Una bottiglia nella gdo viene tassata per oltre il 50% tra Iva e accise"

La birra made in Italy piace oggi a 6 italiani su 10. Da solo questo dato, divulgato da Assobirra nel suo report annuale, indica come il mercato sia cresciuto, tanto da favorire lo sviluppo di tutta la filiera. La produzione di malto nel nostro Paese, per esempio, è cresciuta del 5,5% solo l'anno scorso, con oltre 80 mila tonnellate prodotte. Nonostante questo, il mercato soffre di tasse, con le accise arrivate a livelli considerati eccessivi. L’annual report di Assobirra segnala l'eccezionalità della situazione fiscale del settore birrario che, secondo gli studiosi, non trova giustificazioni economiche.

“L’imposizione di aliquote differenziate su beni con caratteristiche merceologiche simili - si legge nello studio – avviene in presenza di condizioni molto particolari: se ad esempio un prodotto viene consumato solo dalla fascia abbiente della popolazione oppure se la produzione avviene in condizioni fortemente non concorrenziali”. 

In parole povere, la birra è una bevanda da pasto che ha una tassazione aggiuntiva che nessun'altra bevanda ha. Ecco spiegato il prezzo di una bottiglia da 66 cl nella gdo, tassata per oltre il 50% tra Iva e accise. “Una birra in Germania paga 8 euro a ettolitro di tasse, in Italia siamo a 32 euro”, sottolinea Alfredo Pratolongo, vice presidente di Assobirra. 

“La strada intrapresa da governo e parlamento è quella giusta, il problema è che, a fronte di aumenti del 30% nel triennio 2013-2015, le diminuzioni del triennio 2017-2019 non raggiungono neppure l’1,7%. Per tornare a livelli pre-crisi in tempi ragionevoli occorre aumentare la velocità e la profondità di questa road map”, conclude Pratolongo.    

Galleria fotografica Alfredo Pratolongo, Vicepresidente Assobirra
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EFA News - European Food Agency
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