Produzioni bio, una risorsa per lo sviluppo del Mediterraneo
Ccpb, principale ente di certificazione italiano, forma risorse in Marocco, Tunisia, Egitto, Turchia e Libano
CCPB, ente di certificazione dei prodotti biologici di Bologna, investe sulle competenze e la professionalità a favore del Mediterraneo, così da sostenere lo sviluppo di un'economia che punti al bio. E facilitare così la circolazione dei prodotti e materie prime provenienti da quei Paesi.
L'ente, che opera come organismo di certificazione e controllo dei prodotti agroalimentari e “no food” ottenuti nel settore della produzione biologica e in quella eco-compatibile ed eco-sostenibile, oggi certifica 12.000 aziende: un terzo del fatturato complessivo del comparto biologico italiano (in totale 2,3 miliardi di euro) viene certificato da CCPB.
"Si parla sempre di Mediterraneo per tensioni politiche, migrazioni e difficoltà economiche – spiega Fabrizio Piva, amministratore delegato CCPB – l'esperienza di CCPB è invece perfettamente sostenibile da ogni punto di vista: economico, sociale e ambientale. Crescono professionalità solide e di alto livello. E in tutto questo l'Italia e il made in Italy giocano un ruolo positivo e propositivo come piattaforma di sviluppo del Mediterraneo".
"Il Mediterraneo per CCPB è un'area strategica" continua Piva: "Si tratta di paesi con un'agricoltura importante, anche se non sviluppata come quella italiana ed europea, ma che proprio per questo può avere margini di crescita consistenti".
Per questo anche quest'anno CCPB ha organizzato una tre giorni di formazione con lo staff delle cinque società satelliti dislocate in Egitto, Libano, Marocco, Tunisia e Turchia. Società locali che forniscono tutti i servizi di certificazione offerti da CCPB, a cominciare da quello sull'agricoltura biologica.
In tutta l'area mediterranea si possono contare 600 aziende certificate.
EFA News - European Food Agency