Surgelati/2: vegetali e ittici i più amati dagli italiani
Quasi 330mila tonnellate consumate, nel solo canale retail
In controtendenza il settore delle patate, che registra una decrescita del -1,2% rispetto all’anno precedente
Secondo il “Rapporto annuale sui Consumi dei prodotti surgelati” in Italia,realizzato dall’Iias - l’Istituto Italiano Alimenti Surgelati e presentato oggi a Milano, i dati positivi di consumo del 2016 sono stati confermati nei primi 8 mesi del 2017, per un totale di quasi 330mila tonnellate consumate, nel solo canale retail (unici dati al momento disponibili). A trainare la crescita sono stati i prodotti vegetali (136.789 tonnellate), gli ittici (61.958 tonnellate), le pizze e gli snack (49.788 tonnellate).
Andando nel dettaglio, si scopre che il segmento dei vegetali resta uno tra i più amati dai consumatori: nel 2016 ne sono state consumate complessivamente, tra retail e food service, 395.500 tonnellate (+0,6% vs. 2015), mentre nei primi otto mesi del 2017, complice anche l’esplosione di nuove tendenze alimentari come il biologico o il forte incremento di vegetariani e vegani, la crescita, nel solo canale retail, ha già toccato quota +4,1% (con un rimarchevole +7,8% per le zuppe e i minestroni ricettati).
Non da meno risultano le performance del settore ittico: 108mila le tonnellate consumate in totale nel 2016 e ben 61.958 quelle acquistate da gennaio ad agosto 2017 nel solo retail, con una crescita del +4,4%. A riprova della sempre più accentuata propensione degli italiani a ridurre il consumo di carne (soprattutto nelle preparazioni surgelate), prediligendo spesso il pesce - al naturale, panato, pastellato, in bastoncini - apprezzato per la valenza nutrizionale, la leggerezza e la sicurezza garantita dalla massima trasparenza in etichetta.
Anche pizze e snack mostrano segnali molto positivi, confermandosi una vera alternativa al pasto principale. Circa 89.600 sono state le tonnellate consumate, tra retail e food service, nel 2016 (+4,2% rispetto al 2015), in crescita anche in questo 2017 (+4,6% nel solo retail). Un dato positivo che si spiega anche grazie alle importanti innovazioni introdotte: dal “gusto” (dalle farciture agli impasti, tra cui quello gluten free) al formato (non più solo pizze tonde e quadrate, ma anche rettangolari e calzoni).
Menzione speciale va al settore dei piatti ricettati che, dopo anni di continua decrescita, si è finalmente stabilizzato,iniziando ad avanzare cautamente. Nel 2016, sono state 44.650 le tonnellate acquistate complessivamente in questo segmento; nei primi 8 mesi del 2017, ne sono state consumate già 20.060 nel solo canale retail, con una lieve crescita del +0,5% e senz’altro le aziende continueranno a spingere sull’innovazione tecnologica, allargando l’offerta delle “meal solution” e arricchendola anche con gamme ispirate a nuovi sapori, come ad esempio quelli etnici, sempre più richiesti. Infine, nel 2017, a crescere sono anche dessert (+4,5% vs. 2016) e frutta surgelata (+27,1% vs. 2016).
In controtendenza, invece, il settore delle patate (fritte ed elaborate, che rappresentano il 17% del totale dei surgelati), che registra una decrescita del -1,2% rispetto all’anno precedente, così come i prodotti a base di carne (- 6% circa per la carne rossa e -6,5% per quella bianca) e le paste semilavorate (-22,2% nei primi 8 mesi del 2017 rispetto allo stesso periodo del 2016).
Che il sodalizio tra italiani e surgelati si sia ormai rafforzato e consolidato lo confermano anche i dati Nielsen, secondo i quali più della metà degli italiani identifica i surgelati come veri prodotti “freschi”, perché mantengono al meglio il valore nutritivo e le proprietà organolettiche nel tempo. 1 italiano su 3 li predilige per il risparmio di tempo e di sforzi in cucina, mentre circa il 10% ne apprezza l’aspetto più ecologico: il surgelato è visto, insomma, come vero “cibo anti-spreco”, perché un consumo frequente di questi prodotti può abbattere del 47% gli sprechi alimentari (che nel 42% dei casi si verificano a livello domestico). Eppure, in questo contesto i surgelati vengono anche premiati per la loro capacità di rispondere ai mutati stili di vita dei consumatori. Laddove compaiono nuovi trend alimentari, dal “bio” al “veg”, fino ad arrivare ai “senza” - glutine, lattosio, ecc. ecco che gli alimenti surgelati sono apparsi da subito i giusti interpreti di questa nuova tendenza alimentare.
“I prodotti surgelati sono stati premiati, sicuramente, per la capacità di innovare, ma anche perché i nuovi trend alimentari emersi – spiega Vittorio Gagliardi, presidente dell’Iias – portano verso quei segmenti merceologici in cui questi alimenti sono molto forti, potendo far leva pure sul binomio “qualità/ facilità e rapidità di consumo”. Di fatto, gli italiani vedono ormai nei surgelati la risposta migliore alle loro domande di innovazione, sicurezza, varietà, lotta allo spreco e risparmio di tempo, avendo ampiamente sfatato i “falsi miti” intorno a questi alimenti, un tempo considerati non propriamente economici e meno nutrienti rispetto ai freschi.
EFA News - European Food Agency