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CLARA MOSCHINI

Latterie Alto Adige, un modello di sostenibilità

Intervista esclusiva col presidente della Federazione, Joachim Reinalter

Cooperativismo, responsabilità, equità e valore aggiunto: sono queste le parole chiave del modello di business del settore lattiero-caseario altoatesino,  un mondo produttivo che alla base dell’alta qualità dei propri prodotti pone pratiche e valori condivisi incomparabili nel panorama nazionale e internazionale. Le nove aziende riunite nella Federazione Latterie Alto Adige vendono prodotti famosi in tutta Italia con l'inconfondibile marchio Qualità Alto Adige: Mila, Brimi, Latteria Vipiteno, Latteria Sociale di Merano, Latteria Tre Cime Mondolatte, Latteria Lagundo, Latteria Burgusio, Caseificio Sesto e Caseificio Val Passiria. Insieme hanno raggiunto nel 2019 un fatturato complessivo di 525 milioni di euro, di cui circa il 15% di export. 

Come spiega il presidente della federazione, Joachim Reinalter in questa intervista esclusiva, le aziende stanno affrontando l'emergenza Covid-19 calibrando l'offerta nella distribuzione secondo le nuove esigenze dei consumatori. Il settore del foodservice è invece quasi bloccato, ma vale circa il 20% del giro d'affari e si spera in una ripresa alla fine del lockdown.

Reinalter interviene anche sui temi della sostenibilità, spiegando come il modello dell'allevamento in Alto Adige sia un presidio imprenscindibile della tutela del territorio. Le aziende agricole sono prevalentemente a gestione familiare e di piccole dimensioni (massimo 14 ettari di estensione, una media di 15 vacche e 8 vitelli per azienda) e si tramandano di generazione in generazione, insieme all’amore per il mestiere e ai suoi valori. Ecco allora come l’altissima attenzione al benessere animale e la cura e la salvaguardia del paesaggio, anche attraverso l’alpeggio, si traducono in un modello di produzione sostenibile e circolare.

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EFA News - European Food Agency

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