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CLARA MOSCHINI

Nestlè, su primo trim pesano cessioni e Covid

Vendite -6,2% a 20 mld, pesa la Cina. Boom del commercio elettronico

Risultati in chiaroscuro per Nestlè nel primo trimestre. Il gruppo alimentare svizzero ha registrato una diminuzione di ricavi del 6,2% a 20,8 miliardi di franchi svizzeri (19,7 miliardi di euro), dovuto a effetti valutari, per via del franco svizzero più elevato, e a cessioni, compresa quella dei gelati negli Stati Uniti, e al Covid-19. Le vendite in Asia, Oceania e Africa sub-sahariana sono diminuite del 9,7% a 5 miliardi di franchi svizzeri, dopo un forte calo nel trimestre in Cina, il primo paese colpito dalla pandemia da Covid-19. La sua crescita organica, che misura le vendite escludendo effetti valutari e cessioni o acquisizioni, ha registrato cali a due cifre nel paese asiatico, il suo secondo mercato. 

"La Cina ha registrato un forte calo delle vendite a causa delle restrizioni ai viaggi imposte per la maggior parte del trimestre", precisano da Vevey. Sugli altri mercati però, "in particolare in Nord America ed Europa", la crescita è stata invece "notevolmente più elevata a marzo", in parte a causa delle scorte detenute dai consumatori. Il gruppo, proprietario di marchi noti come Nescafè, Magg, Smarties, ha rapidamente preso provvedimenti per ridurre al minimo l'impatto della pandemia, nonostante "alcune interruzioni locali nella catena di approvvigionamento" e "una carenza temporanea di personale" ha detto. Il commercio elettronico ha visto aumentare le sue vendite del 29,4% e per la prima volta, le vendite online hanno registrato il 10% delle vendite totali. Nestlè, che ha ammesso di non poter prevedere per il momento l'impatto globale della pandemia, ha mantenuto i suoi obiettivi per il 2020. In particolare, mira a migliorare la crescita organica delle vendite.

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EFA News - European Food Agency

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