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CLARA MOSCHINI

Elica, il Covid-19 pesa sul trimestre

L'industria marchigiana reagisce con la flessibilità del modello di business

L'emergenza Covid-19 impatta in maniera decisa sui conti di Elica, fin dagli anni '70 uno dei leader mondiali nel mercato delle cappe e piani cottura aspiranti da cucina. Il primo trimestre 2020 si è chiuso con ricavi per 110,8 milioni di euro, il 5% in meno rispetto allo stesso periodo del 2019. L’impatto negativo è dovuto al rallentamento di marzo causato dell’emergenza Covid che ha visto il lockdown progressivo nei paesi Emea e nel mondo, oltre alla totale o parziale chiusura degli impianti produttivi. Prima dell'emergenza, nei primi due mesi del 2020, i risultati erano in crescita del 2%. L'ebitda si attesta a 10,9 milioni di euro in aumento del 7,1% rispetto al 2019: l'effetto negativo dei volumi, dicono dalla società, è stato più che compensato dal price/mix positivo e dalle efficienze operative, grazie all’immediata reazione nel fronteggiare l’emergenza Covid-19, nonostante la forte riduzione dei volumi di produzione da fine marzo. 

“I risultati del gruppo dei primi due mesi dell’anno, in crescita del 2%, hanno confermato la bontà della nostra strategia, con particolare riferimento alle vendite a marchi propri, i numeri del trimestre mostrano una solida performance operativa, nonostante il pesante impatto della situazione contingente a marzo, e confermano un modello di business sempre più flessibile e reattivo ai cambiamenti della domanda di mercato L’emergenza legata al Covid 19 ha mutato radicalmente lo scenario macro-economico per l’esercizio in corso ed in particolare il nostro gruppo vedrà gli impatti più significativi nel secondo trimestre 2020”, spiega Mauro Sacchetto, ad di Elica. 

Il risultato netto del primo trimestre 2020 è pari a 2 milioni di euro, sostanzialmente in linea rispetto a 2,1 milioni del primo trimestre 2019. La posizione finanziaria netta è, a questo punto, a -55,3 milioni di euro, rispetto a -47,2 milioni di euro al 31 dicembre 2019 e ai -67,4 milioni al 31 marzo 2019. Dalla prima settimana di marzo 2020, Elica opera in smartworking per tutti i dipendenti degli uffici dislocati a livello globale. Dal 23 aprile, ha avviato la riapertura, in modalità ridotta e graduale, delle fabbriche nelle Marche - di Mergo e Cerreto - per le quali era stata disposta la chiusura a partire dal 24 marzo 2020, a seguito delle restrizioni imposte dal governo con il DPCM del 22 marzo 2020. Lo stabilimento di Castelfidardo (divisione motori), invece, rientrando nei codici Ateco autorizzati a proseguire la propria attività, non è stato chiuso: dal 19 aprile è nuovamente operativo lo stabilimento in Polonia, gli stabilimenti in India e Messico risultano al momento ancora in stato di lockdown. 

Ogni anno Elica produce circa 19 milioni di pezzi, tra cappe aspiranti (oltre 4 milioni l'anno prodotti e venduti) e 15 milioni di motori elettrici per elettrodomestici, marchiati Fime, leader europeo del settore, e necessari a movimentare l'aria: 11 milioni di pezzi l'anno sono destinati a terzi e 4 milioni restano in casa, montati sulle cappe Elica, leader mondiale in termini di unità vendute nel settore delle cappe a uso domestico. I prodotti Elica si trovano negli elettrodomestici di quasi tutti i più grandi nomi del mercato, colossi come Whirlpool, Electrolux, Ikea, Indesit, Bosch-Siemens, Haier per l'area cooking e come Vaillant, Viessmann, Riello, Ariston Thermo, Miele, per quella dei motori Fime. Con Bosch, per esempio, l'azienda marchigiana ha sviluppato un apposito brevetto per ventilare la maniglia dei loro forni. 

L'azienda oggi, oltre all'Italia, è presente in Polonia, nel polo industriale di Wroclaw, uno dei più importanti dell’Est Europa, con Elica Group Polska; in Germania, grazie all’acquisizione di Gutmann, in Spagna e in Francia, con la recente apertura di Elica France nel centro di Parigi e in Russia, dove è presente dal 1995 e dove ha rafforzato la sua posizione nel 2011 acquisendo il 100% di Elica Trading (sedi a San Pietroburgo e Mosca. Fuori Europa, in Messico, a Querétaro, c'è Elicamex, sede produttiva e commerciale per l’America Latina e per il Nord America. 

In Asia l'azienda marchigiana di Francesco Casoli commercializza prodotti dal 2002, anno della joint venture con Fuji Industrial da cui è nato Ariafina, brand destinato al mercato nipponico delle cappe di alta gamma. Nel 2006 entra nel mercato cinese acquisendo la maggioranza di Zhejiang Putian Electric, proprietaria del marchio Puti, con cui oggi Elica corp., dallo stabilimento di Shengzhou, si presenta al cospetto del più grande mercato mondiale di cappe aspiranti. Infine, nel 2010 l'azienda di Casoli entra anche nel mercato indiano, attraverso una joint venture con l’imprenditore Pralhad Bhutada: nasce così Elica PB India che produce cappe, piani cottura e forni per il mercato indiano. 

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EFA News - European Food Agency

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