Spagna: la Camera di commercio spara a zero sul Nutri-Score
"Nessun alimento deve essere considerato buono o cattivo, va considerata la dieta nel suo complesso"
Anche la Spagna si avvia verso l'introduzione, su base volontaria, del sistema francese a etichettatura "fronte pacco" Nutri-Score, ma gli imprenditori non ci stanno e reagiscono con un lungo documento a cura della potente Camara di Comercio nazionale. Il testo è stato preparato sulla base della consultazione pubblica lanciata dal governo sul “Proyecto de Real Decreto Relativo a la utilizaziòn volunatria del logotipo nutricional Nutri-Score”.
La prima critica riguarda la necessità di un sistema armonizzato a livello europeo, mentre col Nutri-Score ogni stato sta procedendo in ordine sparso (già adottato da Francia e Belgio e in via di approvazione anche in Germania, mentre l'Italia si oppone fermamente). La seconda critica riguarda l'attacco che il sistema rivolge alla Dieta Mediterranea. Dopo aver ricordato che il Nutri-Score è nato in UK basandosi su British Food Standards Agency Nutrient Profiling System (FSA-NPS), e che prende come unità di riferimento il calcolo secco su 100 g di prodotto, la Camara spagnola chiede "uno studio specifico sulle abitudini di consumo spagnole prima di qualsiasi decisione normativa", mentre "non esiste nessuno studio scientifico che tenga in considerazione gli stili di vita e le abitudini alimentari della popolazione spagnola, e che valuti l'importanza che la dieta mediterranea rappresenta nell'alimentazione degli spagnoli".
Attacco frontale anche all'arido algoritmo che considera asetticamente 4 componenti "cattivi" (sali, grassi saturi, zucchero e calorie) e tre "buoni" (proteine, fibre e percentuali di vegetali): "andrebbero inclusi elementi con proprietà positive derivate dai contenuti di vitamine, minerali, composti bioattivi e proteine ad alto valore biologico".
La conclusione è che "nessun alimento deve essere classificato come buono o cattivo. Ogni tipo di raccomandazione che non considera la dieta nel suo complesso può ingannare, inducendo cambiamenti sbagliati nelle abitudini alimentari".
In allegato il documento completo pubblico sul sito www.camara.es.