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CLARA MOSCHINI

Regole Ogm, proteste dal mondo bio

Le nuove norme in approvazione dal parlamento allineano l'Italia all'Europa

La variegata coalizione di contrari raccoglie FerderBio, Legambiente, Lipu, Isde – Medici per l’Ambiente e Wwf

La legge delega per adeguare le norme italiane ai regolamenti europei è in dirittura di arrivo in Parlamento e in questi giorni è partita una campagna di protesta #ItaliaNoOgm da parte di un gruppo di associazioni che sostengono che l'approvazione che i nuovi decreti "aprirebbe il varco per l'introduzione nei campi di Ogm, i cui semi e materiale di propagazione potranno in questo modo essere utilizzati in tutta Italia". Altragricoltura Bio e Associazione Consumatori e Utenti sono scesi in campo con una nota per sostenere la coalizione Cambia la Terra (FerderBio, Legambiente, Lipu, ISDE – Medici per l’Ambiente e WWF). 

I sostenitori della campagna affermano che i decreti, già approvati il 30 ottobre 2020 dal Governo, in attesa dei pareri delle commissioni Agricoltura di Camera e Senato e della conferenza Stato Regioni, procureranno incalcolabili ed irreversibili danni all’intera nazione, non solo per la scriteriata esaltazione degli organismi geneticamente modificati e dei nuovi progetti sperimentali di editing genomico in agricoltura, che gli schemi in oggetto propongono, ma anche per i disastrosi riflessi sull’intera immagine della nostra agricoltura di qualità; per l’ignobile assoggettamento ai brevetti su semi e varietà di ortaggi, alberi da frutta e varietà di vitigni che arricchiranno le solite multinazionali; per la chiusura di tante importantissime piccole e medie imprese, spesso a conduzione famigliare, che mantengono viva la biodiversità dei territori collinari e montani. L'opposizione afferma che i decreti sono un attacco istituzionale a tutto il comparto dell’agricoltura biologica italiana, in costante crescita sia quantitativa che qualitativa.

Secondo la nota "la legge delega, che richiede di adeguarsi con tali decreti a due specifici regolamenti europei, non prevede assolutamente di normare gli Ogm. Si rinvengono dunque illeciti e vere e proprie norme illegali che prevedono di fatto: il divieto per le aziende agricole di riseminare le produzioni aziendali (con obbligo quindi di acquistare i semi dalle industri sementiere); un ostacolo economico e burocratrico per i piccoli vivai territoriali, che riproducono la biodiversità agraria locale, inerente la tradizionale produzione e vendita di piantine di ortaggi e piante da frutto; la reclusione in riserve e musei all’aperto di tutte le riproduzioni inerenti la ricchissima biodiversità agraria italiana, che vanta centinaia di varietà antiche di cereali e migliaia di ortaggi e fruttiferi autoctoni, il cui materiale di propagazione, in aperto contrasto con le norme internazionali, potrà essere commercializzato in 'modiche quantità' su limitatissime superfici".

hef - 15424

EFA News - European Food Agency

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