Unilever: stangata dall'Antitrust
Abuso di posizione dominante con Algida: 60 milioni di euro di sanzione. L'azienda ricorre
E' una vicenda alla "Davide contro Golia": un piccolo produttore di ghiaccioli ha ottenuto giustizia contro il colosso anglo-olandese
Come anticipato da Efanews (vedi lancio del 03/07/2017), l’Autorità antitrust aveva avviato un'indagine su un presunto abuso di posizione dominante da parte di Unilever Italia, accusata di avere ostacolato i propri concorrenti nella vendita dei gelati confezionati attraverso il marchio Algida.
E ora il giorno del giudizio per il colosso anglo-olandese che fattura oltre 52 miliardi di euro (12,5 solo nel food) è arrivato con una vera e propria stangata.
L’ammenda pecuniaria inflitta alla multinazionale è di 60 milioni di euro. Nel dettaglio, l'Autorità ha accertato l'adozione da parte di Unilever "di una strategia escludente a danno dei concorrenti (sia quelli piccoli che quelli di maggiore dimensione), composta da un ampio utilizzo di clausole di esclusiva e da una serie articolata di ulteriori condizioni fidelizzanti, strumenti di politica commerciale e condotte complessivamente volti a mantenere l'esclusiva delle forniture agli esercizi commerciali che costituiscono la propria clientela.
La segnalazione da cui è scaturita l’indagine ha origine da una piccola azienda produttrice di ghiaccioli, con sede a Santarcangelo di Romagna, "La Bomba", che nell'aprile del 2013, e poi di nuovo nel maggio del 2015, aveva inviato una segnalazione all'authority, lamentando che Unilever avrebbe imposto - soprattutto negli stabilimenti balneari - contratti che impedivano di fatto ad altri produttori di vendere i propri prodotti se negli stessi venivano venduti anche quelli Algida.
Le politiche di vendita adottate nei confronti degli esercenti assumono un peso determinante nell’indirizzare le scelte dei consumatori. “Le condotte abusive sanzionate, obbligando o incentivando la clientela di Unilever a mantenere in offerta una sola marca di gelato, hanno arrecato un sostanziale pregiudizio alla libertà di scelta del consumatore finale, limitandone la possibilità di reperire i gelati offerti dai concorrenti che, per qualità e gusto, avrebbero potuto essere preferiti a una parte dei gelati Algida”, si legge ancora nella nota.
Un piccolo produttore che decide di intraprendere una battaglia contro un’azienda che opera con i marchi più diffusi nei business dell’alimentazione, dalle bevande ai prodotti per l’igiene e la casa. Un colosso con un fatturato annuo che nel 2016 in Italia ammontava a 1,4 miliardi di euro.
La risposta della Unilever non si è fatta attendere. La multinazionale in una nota “respinge fermamente” le conclusioni cui è giunta l’Antitrust, "a suo avviso derivanti da diversi errori di valutazione da parte dell'Autorità" annunciando "l'intenzione di ricorrere in sede competente".
EFA News - European Food Agency