Francia, scandalo latte: alcune catene non hanno ritirato il latte
Sotto accusa Carrefour, E.Leclerc, Auchan e Systéme U
Produzione interrotta e raffica di licenziamenti presso il sito produttivo Lactalis di Craon
Quattro delle più grandi catene di supermercati francesi hanno ammesso di essersi rifornite di prodotti a base di latte artificiale nonostante gli avvertimenti di contaminazione da salmonella. Carrefour, E.Leclerc, Auchan e Systéme U hanno continuato a offrire latte per lattanti Lactalis dopo che era stato emesso un richiamo lo scorso dicembre. La questione minaccia di acuire le preoccupazioni sulla sicurezza alimentare che hanno già portato al lancio di un'inchiesta governativa.
Thierry Desouches, portavoce di Systéme U (insegne Hyper U, Super U, Marché U e Utile), ha detto che tutti i rivenditori hanno "fatto errori". Ma ha anche negato che ci fosse qualche malizia nelle loro azioni e che, tenendo questo prodotto, non avrebbero intenzionalmente rischiato la loro reputazione per profitti "irrisori". Desouches ha dichiarato che il richiamo era complesso e ha respinto l'accusa che Systéme U avesse impiegato troppo tempo per rispondere. Nel frattempo, Leclerc ha reso noto di aver venduto quasi 1.000 pezzi dei prodotti interessati. E si ritiene che almeno tre dozzine di bambini si siano ammalati.
Lactalis - i cui marchi Picot, Milumel e Taranis sono stati colpiti dal richiamo - ha interrotto la produzione nel sito a nord-ovest della Francia per cercare di eliminare il rischio per il pubblico. Oggi ha annunciato di aver temporaneamente licenziato 250 dei 327 impiegati del sito di Craon. Lo stabilimento di Craon era già stato incriminato per casi di salmonella nel 2005. E secondo i primi accertamenti dell'Institut Pasteur il batterio riscontrato quest'anno tra i neonati malati è dello stesso tipo di quello scoperto dodici anni fa. Alcuni dei prodotti inclusi nel richiamo erano destinati in diversi Paesi, dal Marocco a Taiwan, compresa la Cina, ma non in Europa.
Lactalis vorrebbe evitare una crisi di fiducia nel paese, dove il produttore ha già faticato a riprendersi dalla scorsa crisi di melamina che aveva ucciso sei bambini e fatto ammalare centinaia di migliaia di altri. Intanto in Francia i consumatori annunciano cause milionarie contro il gigante alimentare che controlla anche l'italiana Parmalat, oltre ai marchi Galbani, Vallelata, Cademartori e Invernizzi.
EFA News - European Food Agency