Birra: in Vietnam la domanda in salita del 300%
Nuovo mercato emergente
Il consumo pro capite è di 38 litri
Quando si parla di Paesi che amano la birra, molte risposte sembrano abbastanza ovvie: la Germania, il Regno Unito e gli Stati Uniti sono alcune delle ipotesi più facili tra i primi dieci produttori di birra. Ma nell'industria della birra, questi mercati ben consolidati sono anche stagnanti. Così, i grandi produttori sono costantemente alla ricerca di mercati emergenti con potenzialità di crescita enorme: luoghi come la Nigeria, l'India e, come Bloomberg ha recentemente scoperto, il Vietnam.
Le statistiche di crescita della birra per il Vietnam, fornite da Euromonitor International, mostrano infatti che dal 2002 la domanda di birra nella nazione asiatica è salita del 300 per cento. Il consumo è passato da circa 29 litri nel 2011 a oltre 38 litri pro capite l'anno scorso. Nel complesso, il consumo pro capite dovrebbe aumentare del 65% nel decennio che termina nel 2021, atterrando quindi a circa 48 litri per persona. A partire dal 2014, il Vietnam è classificato appena dopo il Giappone, la Corea del Sud e la Cina in questa statistica. Ma recentemente tutti questi Paesi stanno assistendo a un declino del consumo di birra, per cui entro il 2020, si prevede che il Vietnam raggiungerà la vetta della lista.
Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, inoltre, il 97% del consumo di alcol in Vietnam avviene sotto forma di birra. Mentre il 2% è di spirits e solo lo 0,5% vino (e "altri" per il restante mezzo punto). Un altro fattore che rende il mercato del Vietnam ancora più interessante è che due dei tre produttori di birra più grandi del paese sono di proprietà statale e il governo sta cercando di privatizzare: sia Sabeco (che ha quasi il 41% del mercato) e Habeco (che ha oltre il 18%). Molte grandi aziende, come Heineken, Anheuser-Busch InBev e Asahi sono già interessate ad acquistare un pezzo di quella torta in espansione.
EFA News - European Food Agency