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CLARA MOSCHINI

La Doria, ricavi 2017 in crescita a 669,1 milioni di euro

Utile netto a 24 milioni. Dividendo a 0,23 euro per azione. Approvato il piano industriale 2018-2021

All’estero è stato destinato il 79 3% delle vendite, aumentate del 4,8%.

Bilancio 2017 positivo per il Gruppo salernitano La Doria. I ricavi totali consolidati si attestano a 669,1 milioni di euro, in aumento del 2,4%, rispetto ai 653,1 milioni di euro dell’esercizio precedente, grazie al forte incremento dei volumi divendita. A cambi costanti, il fatturato ammonterebbe a 693,8 milioni di euro (+6,2%).

Ottima performance della “Linea sughi”, in progresso del 7% (+8% a parità di cambio) grazie all’incremento dei volumi in particolare sui mercati oltre frontiera e della “Linea Legumi evegetali” cresciuta del 5,4% (+8,6% a cambi costanti), grazie alla forte spinta dei volumi divendita sia all’estero che sul mercato domestico. In progresso anche le vendite delle “Altre Linee” (trading) con +6,2% (+13,6% a parità di cambio). In decremento, invece, del 3% la “Linea rossa” (stabile a cambi costanti) e del 7% la “Lineafrutta” a causa del calo del mercato italiano (-5,2% a parità di cambio).

Nel complesso, il fatturato del Gruppo è stato generato dai “Legumi e vegetali” per il 27,6%, dai “Derivati del pomodoro” per il 20,8%, dai “Sughi” per il 13,2%, dalla “Frutta” per l’11,1% edalle “Altre Linee” (trading) per il 27,3%. All’estero è stato destinato il 79,3% delle vendite, aumentate del 4,8% (+ 9,7% a parità di cambio), mentre il peso del mercato domestico si è attestato al 20,7% con vendite in flessione del 5,9% in parte a seguito della perdita di alcune commesse nel canale discount caratterizzato da un’aspra competizione nei prezzi. 

"L'esercizio 2017 per il Gruppo La Doria si è chiuso con risultati più che soddisfacenti poiché, oltre a mostrare un miglioramento rispetto al 2016, si sono rilevati di gran lunga superiori alle previsioni, nonostante la difficile congiuntura del mercato del pomodoro e dei legumi, l’inasprimento dello scenario competitivo e la forte pressione della grande distribuzione, anche conseguente alla Brexit. A cambi costanti il Gruppo ha registrato una sensibile crescita del fatturato, grazie alsignificativo incremento dei volumi venduti e un aumento della marginalità, prevista invece inflessione, grazie alla performance particolarmente positiva del quarto trimestre", commenta l'azienda in una nota.

In particolare, l’attività manifatturiera, svolta dalla capogruppo La Doria S.p.A. e dalla controllata Eugea Mediterranea S.p.A., ha registrato un incremento delle vendite per effetto del sensibile aumento delle quantità vendute e una marginalità in notevole miglioramento malgrado il calo dei prezzi e l’aumento del costo di alcune materie prime e di confezionamento. "Tale miglioramento è ascrivibile al rilevante aumento dell’efficienza dovuto, da un lato, ai maggiori volumi prodotti che hanno consentito, tra l’altro, un migliore assorbimento dei costi fissi, dall’altro all’ulteriore efficientamento dei processi produttivi". Anche l’attività di trading, svolta dalla controllata LDH (La Doria) Ltd sul mercato inglese, ha registrato un notevole aumento del fatturato, determinato da una rilevante crescita dei volumi a cui si è associato un incremento dei prezzi imputabile agli effetti dell’inflazione che ha colpito, a seguito della svalutazione della sterlina post Brexit, i principali prodotti importati in euro e/o dollaro e commercializzati dalla società sul mercato britannico. "In leggera riduzione la marginalità per effetto del perdurare della pressione esercitata dalla grande distribuzione inglese in un contesto inflattivo e di aumento della competitività in cui si è privilegiato la difesa e/o l’aumento delle quote di mercato". 

Il fatturato della capogruppo La Doria S.p.A. nel 2017 è stato pari a 418,3 milioni di euro, in aumento del 2,2% rispetto ai 409,3 milioni di euro del 2016. Il risultato operativo lordo è stato pari a 47,4 milioni di euro, in aumento rispetto ai 39,9 milioni di euro del 2016, mentre il risultato operativo netto si è attestato a 29,9 milioni di euro, a fronte dei 22 milioni realizzati nell’esercizio precedente. Sul risultato operativo netto hanno influito accantonamenti e svalutazioni per 5,7 milioni di euro (6 milioni di euro nel 2016), di cui 3,1 milioni di euro relativi alla svalutazione del marchio Althea.

L’utile netto si è attestato a 24 milioni di euro, in aumento rispetto all’utile netto di 16,1milioni di euro conseguito al 31 dicembre 2016. I debiti finanziari sono passati a 80,1 milioni di euro in diminuzione rispetto ai 102,7 milioni registrati al 31 dicembre dell’anno precedente. Il patrimonio netto ammonta a 184,5 milioni di euro, in aumento rispetto ai 165,5 milioni al 31 dicembre 2016. 

Il Consiglio di Amministrazione ha approvato il Piano industriale 2018-2021, che poggia su due pilastri: l’aumento dei ricavi e l’ulteriore miglioramento della marginalità.

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