Verso la finale del Bocuse d’Or, presentazione del team italiano
Il concorso di cucina sceglierà a Torino, l'11 e 12 giugno, i dieci finalisti del 2019 a Lione.
Fervono i preparativi ad Alba, in attesa della finale europea del Bocuse d'Or, in programma il prossimo giugno a Torino. L’Accademia Bocuse d’Or Italia, nata nel 2017, formerà la squadra italiana che rappresenterà l’eccellenza gastronomica del nostro Paese nel più importante e prestigioso concorso al mondo dedicato all’alta cucina. Con sede nel territorio sinonimo di eccellenza noto ad esperti e gourmet di tutto il mondo, l’Accademia è il luogo in cui il candidato italiano al Premio Bocuse d’Or, Martino Ruggieri, si allenerà con il suo team per affrontare i concorrenti provenienti da tutta Europa, nella finale continentale che si svolgerà a Torino l’11 e 12 giugno; i migliori 10 si sfideranno nel gran finale mondiale che si terrà a Lione a gennaio 2019. La squadra che affiancherà il candidato italiano è composta da presidente Giancarlo Perbellini, presidente dell’Accademia Bocuse d’Or Italia, del ristorante “Casa Perbellini”, dal coach francese François Poulain e dal commis belga Curtis Clément Mulpas del ristorante “Ledoyen” di Parigi e dal promotion manager Luciano Tona, direttore dell’Accademia Bocuse d’Or Italia. Sponsor ufficiale è l’azienda piemontese Life, dedita dal 1940 alla lavorazione e commercializzazione di frutta secca, essiccata e disidratata. “Abbiamo aderito con grande entusiasmo – dichiara Davide Mario Sacchi, Responsabile Marketing e Comunicazione di Life e quarta generazione della famiglia tuttora al timone dell’azienda – non solo perché l’eccellenza nel lavoro è da sempre un asset della nostra azienda, ma anche e soprattutto perché ci sentiamo particolarmente vicini alle nostre origini e al nostro territorio, dove ha sede anche l’Accademia”. La nuova collaborazione con l’Accademia Bocuse d’Or Italia si aggiunge ad altre partnership avviate negli ultimi anni dall’azienda di Sommariva Perno, come quella con la Fondazione Veronesi, con la Fondazione Slow Food per la Biodiversità, l’UNISG di Pollenzo, scuole di agraria e la Facoltà di Agraria dell’Università di Torino.
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