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CLARA MOSCHINI

Boom produzione di miele, ma il clima non aiuta

Coldiretti: la diminuzione di produzione fa crescere le importazioni

Crescono i consumi di miele in Italia con un aumento del 5,1% sul valore degli acquisti nell’ultimo anno, ma volano anche le importazioni dall’estero con 2 barattoli su 3 che arrivano dall’estero nel 2017. E’ quanto emerge da un’analisi della Coldiretti sul cibo degli Dei. Una crescita legata al sempre maggiore successo del miele come alimento della dieta quotidiana e grazie alla crescente attenzione per il benessere psicofisico, con il riconoscimento delle proprietà salutistiche del frutto degli alveari. Un successo che si scontra con il crollo della produzione nazionale che nel 2017, a causa delle variazioni climatiche che ha colpito il lavoro delle api, si è più che dimezzata rispetto alla media, attestandosi attorno alle 10mila tonnellate. Il risultato – sottolinea l’associazione – è l’aumento delle importazioni di oltre il 4% in un anno per un totale stimato sui con circa 23 milioni di chili provenienti dall’estero: si stima infatti che 2 barattoli su 3 in vendita in Italia contengono in realtà miele straniero. Oltre 1/3 del miele importato – spiega Coldiretti – viene dall’Ungheria ma un flusso consistente di oltre il 10% arriva dalla Cina, paese ai vertici per l’insicurezza alimentare. Per evitare di portare in tavola prodotti provenienti dall’estero, spesso di bassa qualità – consiglia la Coldiretti – occorre verificare con attenzione l’origine in etichetta oppure di rivolgersi direttamente ai produttori nelle aziende agricole, negli agriturismi o nei mercati di Campagna Amica. Il miele prodotto sul territorio nazionale dove non sono ammesse coltivazioni Ogm è riconoscibile attraverso l’etichettatura di origine obbligatoria. La parola Italia deve essere obbligatoriamente presente sulle confezioni di miele raccolto interamente sul territorio nazionale mentre nel caso in cui il miele provenga da più Paesi dell’Unione Europea, l’etichetta – conclude l’associazione – deve riportare l’indicazione “miscela di mieli originari della CE”; se invece proviene da Paesi extracomunitari deve esserci la scritta “miscela di mieli non originari della CE”, mentre se si tratta di un mix va scritto “miscela di mieli originari e non originari della CE”.

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EFA News - European Food Agency

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