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CLARA MOSCHINI

Bevono troppo alcool e fuori pasto: giovani a rischio

Relazione ministero della Salute sul fenomeno in Italia

Troppo alcol e fuori dai pasti. Non più principalmente vino e birra, ma aperitivi, amari e superalcolici. In Italia sono 8,6 milioni i consumatori a rischio e tra questi ci sono anche 800 mila minorenni e 2,7 milioni di over 65. È il quadro che emerge dalla «relazione del ministero della Salute sugli interventi realizzati in materia di alcol e problemi correlati», trasmessa al Parlamento. Tra i giovani e i giovanissimi cresce in particolare l'uso del “binge drinking”, cioè l'abitudine di assumere una gran quantità di alcol fuori dai pasti e in un breve arco di tempo. Questa abitudine, si legge nella relazione, "rappresenta quella più diffusa e consolidata": nel 2015 il fenomeno riguardava il 15,6% dei giovani tra i 18 e i 24 anni, nel 2016 siamo arrivati al 17%. 

Quanto alla vera e propria dipendenza, oltre 71 mila persone nel 2016 sono state prese in carico dai servizi sociali, mentre ammonta a 8,2 milioni di euro la spesa farmaceutica del Servizio Sanitario Nazionale per medicinali impiegati nel trattamento della dipendenza alcolica. Aprile è il mese dedicato alla prevenzione alcologica, decine le iniziative previste in tutta Italia per ricordare che l’alcol «è uno dei principali fattori di rischio e di malattia e tra le prime cause di mortalità prematura e di disabilità evitabili», come scrive il ministero.

Dal tumore all’ictus e l’infarto, dall’obesità a epatite e cirrosi, l’abuso a livello mondiale è responsabile di mortalità prematura, disabilità e all’insorgenza di oltre 230 patologie che costano alla società almeno 17 milioni di anni di vita persi. E che ogni anno ne causano la morte di 3,3 milioni.

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EFA News - European Food Agency

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