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CLARA MOSCHINI

Siccità: verso lo stato di calamità 11 regioni italiane

Lo ha riferito Martina: Emilia Romagna, Veneto, Toscana, Marche, Lazio, Molise, Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna e Provincia autonoma di Trento

Il ministro dell'Agricoltura Maurizio Martina riferendo in commissione Ambiente alla Camera nell'ambito dell'indagine conoscitiva sull'emergenza idrica e sulle misure necessarie per affrontarla, ha dichiarato: "Il ministero delle Politiche agricole sta monitorando insieme al ministero dell'Ambiente, l'evoluzione della situazione territorio per territorio. La scorsa settimana abbiamo convocato una riunione tecnica specifica per l'analisi delle esigenze regionali. Al momento sono 11 le regioni che si apprestano a richiedere lo stato di calamità a seguito delle eccezionali avversità atmosferiche (Emilia Romagna, Veneto, Toscana, Marche, Lazio, Molise, Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna e Provincia autonoma di Trento)".

Martina ha aggiunto: "Siamo pronti a rispondere con tempestività, assicurando l'attivazione degli strumenti del Fondo di solidarietà nazionale, che voglio ricordare attiva la sospensione dei mutui e il pagamento dei contributi assistenziali e previdenziali a carico delle imprese agricole danneggiate. Con il decreto Mezzogiorno approvato ieri abbiamo esteso l'operatività del Fondo di solidarietà anche alle aziende colpite che avrebbero potuto sottoscrivere assicurazioni ma non l'hanno fatto, proprio tenendo conto dell'eccezionalità del fenomeno siccitoso". 

"La gravità della situazione in Italia legata alla siccità è dimostrata dai numeri: siamo davanti ad una delle situazioni più severe degli ultimi dieci anni".

Nella stessa occasione il ministro ha anche aggiunto: "Grazie ad un accordo in via di perfezionamento con la Commissione europea abbiamo stabilito un aumento degli anticipi dei fondi europei della Pac e dello sviluppo rurale di circa 700 milioni di Euro, portandoli a 2,3 miliardi. Questi primi 700 milioni destinati agli agricoltori, devono rappresentare un punto di partenza per una programmazione pluriennale che deve essere inserita stabilmente nella programmazione infrastrutturale del Paese. L'agricoltura è pronta a fare la sua parte".


Clamos - 285

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