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CLARA MOSCHINI

Campari, vendite a € 844,7 milioni nel 1°semestre

L'utile netto del Gruppo sale del +61,7% (€ 108,6 milioni)

Risultati molto positivi per quanto riguarda tutti gli indicatori di performance sia a livello organico che complessivo. La solida crescita organica ha evidenziato un’accelerazione nel secondo trimestre sia per le vendite che per la profittabilità operativa

Risultati positivi nel primo semestre 2017 per Gruppo Campari. Solida crescita per tutti gli indicatori di performance sia a livello assoluto che organico, grazie alla continua evoluzione del mix delle vendite, trainato dalla sovra performance dei brand a priorità globale e regionale nei mercati chiave. Continua la razionalizzazione delle attività non-core: ceduta la sede di Grand Marnier a Parigi per € 35,3 milioni.

Le vendite sono salite a € 844,7 milioni (+13,5%, variazione organica +6,8%), mentre i brand a priorità globale (Aperol, SKYY, Campari, Wild Turkey, Grand Marnier e i rum giamaicani) sono aumentati del +9,2% e e quelli a priorità regionale (Espolòn, GlenGrant, Forty Creek, Bulldog, Averna, Braulio, Cynar, Frangelico e Cinzano) del +11,5%. Il margine di contribuzione è passato a € 342,8 milioni (+15,2%, variazione organica +6,8%, 40,6% delle vendite), con ebitda rettificato a € 191,7 milioni (+11,5%, variazione organica +3,4%, 22,7% delle vendite) e ebit rettificato a € 163,4 milioni (+11,6%, variazione organica +2,9%, 19,3% delle vendite). 

"Nel primo semestre 2017, abbiamo registrato risultati molto positivi per quanto riguarda tutti gli indicatori di performance – dichiara Bob Kunze-Concewitz, chief executive officer di Gruppo Campari – sia a livello organico che complessivo. La solida crescita organica ha evidenziato un’accelerazione nel secondo trimestre sia per le vendite che per la profittabilità operativa. La sostenuta espansione della marginalità lorda, che ha beneficiato della continua evoluzione positiva del mix delle vendite per prodotto e mercato e dal graduale recupero del business dello zucchero, ha aiutato a contenere la tempistica sfavorevole degli investimenti pubblicitari che hanno visto una concentrazione nel primo semestre. Tale effetto, unito a un’accelerazione degli investimenti finalizzati al rafforzamento distributivo, ha comportato l’attesa diluzione della marginalità operativa nel primo semestre".

L'utile netto del Gruppo rettificato è, infatti, di € 93,5 milioni (+21,1%), a fronte di un utile netto del Gruppo di € 108,6 milioni, +61,7%. Il debito finanziario netto al 30 giugno 2017 era di € 1.252,8 milioni (€ 1.192,4 milioni al 31 dicembre 2016), considerando l’acquisizione di Bulldog, il pagamento del dividendo, la cessione del business vinicolo cileno e il cash outflow delle operazioni di liability management.

"Guardando alla seconda parte dell’anno – commenta Bob Kunze-Concewitz –, le nostre prospettive rimangono sostanzialmente bilanciate e invariate. Il quadro macroeconomico in alcuni mercati emergenti rimane incerto, e l’attuale incertezza politica che persiste in alcune regioni può continuare ad alimentare la volatilità nelle principali valute rispetto all'Euro. Inoltre, riteniamo che il progressivo rafforzamento dell'euro nei confronti del dollaro Usa possa determinare un impatto sfavorevole nel secondo semestre. Ciononostante, rimaniamo fiduciosi sul conseguimento di una performance positiva nell’anno per i principali indicatori, trainata dalla continua sovra performance delle marche a priorità globale e regionale a elevata marginalità".

Gruppo Campari si aspetta che nel secondo semestre la marginalità lorda possa continuare a beneficiare del mix favorevole delle vendite, ancorché impattata da effetti inflazionistici sui costi dei materiali nei mercati emergenti e da rialzi nei prezzi di alcune materie prime, quali l’agave. Allo stesso tempo, la marginalità operativa dovrebbe beneficiare della progressiva normalizzazione degli investimenti pubblicitari e dei costi di struttura. A questi ultimi contribuirà anche il graduale rilascio di efficienze generate dall'integrazione di Grand Marnier. L’effetto perimetro rifletterà la cessione di vari business non-core, in particolare la vendita recentemente annunciata di Carolans e Irish Mist, che comporterà un aumentato focus sui premium brand a elevata marginalità nei mercati principali.

L'azienda, infine, ha annunciato di aver raggiunto un accordo per la vendita della sede di Grand Marnier a Parigi, per € 35,3 milioni. "Ci aspettiamo che queste cessioni – conclude Kunze-Concewitz –, unitamente alla vendita di alcune attività immobiliari, pari complessivamente a un valore di circa € 228 milioni dall'inizio dell'anno, favoriranno un'ulteriore accelerazione nella riduzione del livello di indebitamento, oltre a quanto determinato dal sostenuto flusso di cassa generato dal nostro business".

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