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CLARA MOSCHINI

Api in crisi: allarme miele in Toscana

Primavera instabile, tracollo stimato del 50%

Anche le api della Toscana risentono degli sbalzi climatici di questa primavera. Un tracollo, quello del mercato del miele, stimato da Coldiretti Toscana dopo i primi raccolti, in circa il 50 per cento. Questo sarebbe da imputare alle anomalie meteorologiche che non avrebbero favorito le api nel trasporto dei pollini e nella produzione del miele. I condizionamenti della primavera sarebbero però solo gli ultimi effetti di una lunga scia nera.

Prima ad ostacolare gli insetti era stato il gelo e, ancor prima, la siccità della scorsa estate. “Questa primavera instabile – sottolinea Tulio Marcelli, presidente di Coldiretti Toscana - sta creando grossi problemi agli alveari in alcune aree perché il maltempo ha compromesso le fioriture e le api non hanno avuto la possibilità di raccogliere il nettare e quindi non stanno riuscendo a produrre miele ma difficoltà si registrano anche per l’impollinazione delle piante da frutto, con la prevedibile conseguenza di una minore disponibilità di prodotto, senza una decisa inversione di tendenza”. 

Nelle campagne della Toscana si producono mediamente 23mila quintali di miele, circa il 10% della produzione nazionale, per un valore di circa 16milioni di euro. Gli apicoltori della regione sono circa 4700 con 98mila arnie censite. Gli effetti del clima – sostiene Coldiretti – rischiano di aggravare una situazione già difficile dopo che la produzione di miele nel 2017 si è ridotta a meno di 10 milioni di chili, uno dei risultati peggiori della storia dell’apicoltura moderna da almeno 35 anni, mentre le importazioni hanno superato i 23 milioni di chili con un aumento di quasi il 4% rispetto all’anno precedente. Quasi la metà di tutto il miele estero in Italia arriva da due soli paesi: Ungheria con oltre 8 milioni e mezzo di chili e la Cina con quasi 3 milioni di chili ai vertici per l’insicurezza alimentare. “Per evitare di portare in tavola prodotti provenienti dall’estero, spesso di bassa qualità – consiglia Antonio De Concilio, direttore di Coldiretti Toscana – occorre verificare con attenzione l’origine in etichetta".


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EFA News - European Food Agency

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