It does not receive public funding
Editor in chief:
CLARA MOSCHINI

Riforma Bio UE/2: coro dei critiche dall'Italia contro il nuovo regolamento

Negative le reazione degli operatori del settore, polemiche sui pesticidi

Monta la polemica dopo il via libera al nuovo regolamento approvato dal Parlamento europeo sul biologico. Negative le reazione degli operatori del settore in Italia.

Secondo Coldiretti il provvedimento concede agli Stati la possibilità di mantenere in vigore soglie meno restrittive per i residui di fitofarmaci o di contaminazione da Ogm con un grave danno di immagine per il settore del Bio soprattutto nei Paesi, come l’Italia, nei quali gli standard di produzione sono molto elevati.

Mancanza di omogeneità tra i vari Paesi nel definire la soglia massima di residui presenti nei prodotti biologici e l’eliminazione della visita ispettiva annuale per aziende considerate non a rischio: sono invece questi i punti critici riscontrati da CCPB (l’organismo di certificazione e controllo dei prodotti agroalimentari Bio) sul nuovo testo comunitario appena approvato. Già in passato Ccpb aveva fatto propria la posizione critica di Eocc (The European Organic Certifiers Council), l'associazione che raggruppa i principali organismi di certificazione europei), soprattutto sui due punti.

“Il Parlamento ha ratificato il testo su cui s’era raggiunto l’accordo di massima tra le tre istituzioni nel novembre scorso - ha commentato il presidente di FederBio (Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica), Paolo Carnemolla - nonostante un giudizio che nel complesso confermiamo negativo, già allora avevamo riconosciuto lo sforzo compiuto dalle diverse parti in causa per migliorare il testo iniziale della Commissione. Lo sviluppo del settore biologico -ha dichiarato Carnemolla- deve ora diventare una priorità delle politiche europee e nazionali, a partire dalle programmazioni regionali dei Piani di sviluppo rurale agli acquisti verdi della pubblica amministrazione”.

Infine “Di regole non in linea con i livelli e gli standard di qualità, applicati da anni in Italia”, parla la Confederazione italiana agricoltori. “Esprimiamo quindi tutta la nostra contrarietà. Si tratta, di fatto, di norme che non riformano il settore biologico - ha spiegato Cia - soprattutto, non apportano alcun miglioramento per i consumatori nel momento in cui non intervengono sulle regole che riguardano la contaminazione dei prodotti, eliminando dai negoziati la questione delle soglie per i residui di fitofarmaci. In questo modo si penalizza il nostro Paese, che è tra i più virtuosi nel rispetto del metodo di produzione biologica e del sistema dei controlli, ponendoci in una condizione di svantaggio competitivo in Europa”.  “Si tratta, di fatto, di norme che non riformano il settore biologico” - ha spiegato la confederazione.

ruo - 2956

EFA News - European Food Agency

Related

Similar