Succhi di frutta, quanti luoghi comuni
Intervento di Giorgio Donegani all’interno di Spazio Nutrizione
Ha fatto luce sui processi produttivi, sulle normative e ha sfatato alcune convinzioni sbagliate
Giorgio Donegani, tecnologo alimentare Consigliere OTALL, ha tenuto una relazione sui succhi di frutta all’interno di Spazio Nutrizione, durante il quale ha fatto luce sui processi produttivi, sulle normative e ha sfatato alcuni luoghi comuni.
Durante l'incontro è emerso che i succhi di frutta 100% di produzione industriale sono dei prodotti semplici, naturali, minimamente trasformati, che mantengono molte delle più importanti caratteristiche nutritive della materia prima. Per questo motivo, i succhi 100% frutta possono costituire un modo pratico per contribuire all’apporto quotidiano di frutta, giocando un ruolo positivo nell’ambito di una dieta completa e bilanciata, nel rispetto delle indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Nonostante la legge oggi sia molto chiara nel definire le caratteristiche dei succhi 100% frutta e la tecnologia permetta di ottenere prodotti di altissima qualità, continuano a persistere alcuni pregiudizi e luoghi comuni legati al passato.
I succhi 100% frutta possono contenere zuccheri aggiunti?
No: è espressamente vietato dalla normativa. Gli unici carboidrati e zuccheri presenti nei succhi 100% frutta sono quelli che derivano esclusivamente dalla frutta stessa.
Ci sono conservanti?
No: anche in questo caso la normativa europea non permette l’aggiunta di conservanti (e nemmeno di coloranti e aromi) al succo 100% frutta.
I succhi 100% frutta in commercio contengono più zuccheri di quelli ottenuti dalla frutta appena spremuta?
No. Studi appositamente condotti hanno evidenziato che il contenuto di zuccheri nei succhi di frutta 100% che si trovano in commercio è equivalente a quello dei succhi appena estratti dalla frutta fresca.
I succhi “da concentrato” contengono meno antiossidanti di quelli “non da concentrato”?
Anche questo non corrisponde a realtà. Mettendo a confronto succhi d'arancia fabbricati con tecniche industriali diverse, si è visto che la pastorizzazione delicata, la pastorizzazione standard, la concentrazione e il congelamento non hanno influenzato la capacità antiossidante totale del succo (si è ridotta solo nella polpa).
I succhi d’arancia 100% in commercio contengono meno vitamina C delle spremute fatte in casa?
È stato effettuato anche un confronto tra spremitura domestica e spremitura industriale. Si è osservato che, per quanto riguarda la vitamina C, il succo d'arancia prodotto dalla spremitura industriale ne conteneva il 25% in più rispetto alla spremitura domestica. La pastorizzazione lieve e quella standard hanno addirittura leggermente aumentato il contenuto totale di vitamina C, mentre la concentrazione e il congelamento non ha mostrato cambiamenti significativi.
EFA News - European Food Agency