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CLARA MOSCHINI

Salame di Varzi, +4,4% nei primi sei mesi

Il numero totale dei salami dop prodotti è stato di quasi 250mila unità

Piace soprattutto il formato di piccola pezzatura, più adatti al consumo domestico

L’eccellenza della salumeria dell’Oltrepò Pavese, il Salame di Varzi dop, (Denominazione di Origine Protetta) ha registrato risultati molto positivi nei primi sei mesi del 2017. Il totale del peso dell’impasto utilizzato per la produzione del Salami di Varzi dop è stato di  228.274,95 kg e ha segnato un +4,4% rispetto al 2016. Il numero totale dei salami dop prodotti  è stato di 248.900, con un aumento del +3,7%. La tipologia dei salami prodotti è stata perlopiù nel formato di piccola pezzatura, più adatti al consumo domestico.

“Il periodo estivo si presta molto al consumo del Salame di Varzi. Un pasto veloce, fortemente proteico, che si può abbinare tranquillamente a verdure grigliate come le melanzane o a della frutta fresca come melone, fichi, pesche, uva bianca da tavola e uva moscato” ha affermato Fabio Bergonzi, presidente del Consorzio di tutela del Salame di Varzi.

Il Salame di Varzi oggi è conosciuto e apprezzato in Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna e Veneto, ma il Consorzio sta cercando di aumentare la sua diffusione anche grazie a un accordo fatto con l’Associazione “La strada dei vini e dei sapori dell’Oltrepò” che promuove l’abbinamento tra il vino e il salume.

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