Sana 2017: il primo studio su Kamut e benefici per il fegato
Presentazione domenica 10 settembre alla fiera di Bologna
I ricercatori dell’Università di Firenze e l’azienda illustrano i risultati della ricerca sugli effetti positivi sulla steatosi epatica
Domenica 10 settembre l’appuntamento presso la fiera Sana di Bologna è con la conferenza “Effetti positivi di una dieta a base di grano khorasan Kamut in pazienti con steatosi epatica non alcolica (Nafld)”, alle ore 11.30, presso la Sala Allegretto (Centro servizi Blocco C, 1° piano). I ricercatori dell’Università di Firenze – prof. Stefano Benedettelli, prof. Francesco Sofi, dott.ssa Anne Whittaker e dott.ssa Monica Dinu – insieme a Emanuela Simonetti, direttrice ricerca di Kamut Enterprises of Europe presenteranno i risultati di un recente studio che ha dimostrato che una dieta a base di grano khorasan Kamut può essere efficace nel ridurre i fattori di rischio in pazienti affetti da steatosi epatica non alcolica. Nello specifico, il grano khorasan Kamut diminuisce il rischio metabolico, i marcatori dello stress ossidativo e del profilo infiammatorio, in più migliora il profilo epatico.
E' il primo studio clinico che ha valutato l’efficacia dei cereali su pazienti con Nafld. La steatosi epatica non alcolica (Nafld) consiste nell’accumulo di grasso nel fegato di pazienti che non fanno uso eccessivo di alcol. Nafld è considerata la manifestazione epatica della sindrome metabolica ed è una malattia epatica emergente con una prevalenza stimata del 20-30% nella popolazione adulta. Negli ultimi anni, è cresciuto sempre di più l’interesse verso la dieta come fattore in grado di modificare il profilo di rischio globale di pazienti con Nafld.
Tra gli ospiti della conferenza del 10 settembre anche Bob Quinn, fondatore di Kamut International, uno dei più attivi pionieri dell’agricoltura biologica e sostenibile, da sempre attento alle tematiche ambientali e alla sperimentazione di metodi di coltivazione biologica.
EFA News - European Food Agency