Mutti, le fake news non hanno impattato sul fatturato
L'azienda, che chiude il 2017 in crescita, era stata oggetto di un falso richiamo di passata all'arsenico
Oggi è un caso da manuale per lo studio delle fake news. Alle fine del 2017 era circolata la notizia di un ordine di richiamo, da parte del Ministero della Salute, di un lotto di passata Mutti contaminata all'arsenico. Tutto falso e prontamente smentito dallo stesso Ministero. Mutti a novembre aveva precisato che "in merito alla notizia mendace che sta girando in Rete in questi giorni, secondo la quale il Ministero della Salute avrebbe richiesto il richiamo della Passata Mutti, l’Azienda conferma che tale documento è assolutamente falso e ha già intrapreso tutte le opportune azioni legali a tutela della sua centenaria credibilità e immagine e per individuare i responsabili.
Lo stesso Ministero della Salute in data 15 novembre ha emesso un comunicato stampa per “smentire la veridicità di tali documenti pubblicati in Rete”, mentre la Polizia Postale ha lanciato sul proprio portale l’avviso riguardante il falso richiamo. Denuncia è stata fatta alla stessa Polizia Postale per questo ingiustificato allarme che costituisce reato penale".
Purtroppo non si è avuta nessuna notizia sullo svolgimento successivo delle indagini e sull'eventuale individuazione dei responsabili.
Certo è che la campagna denigratoria non sembra aver influenzato il business dell'azienda. Infatti, secondo quanto dichiara l'azienda stessa, il Gruppo Mutti ha chiuso il 2017 con un fatturato netto di 260 milioni di euro, con un incremento del 13,5% rispetto all'anno precedente. Importante, precisa l'azienda, lo sviluppo internazionale soprattutto in Francia, Germania e paesi scandinavi.
EFA News - European Food Agency