Industrie, stop a bevande zuccherate nelle scuole Ue
Iniziativa volontaria di Unesda (soft drinks), distributori automatici inclusi.
L'industria europea delle bevande analcoliche ha annunciato la cessazione volontaria delle vendite di bevande contenenti zuccheri aggiunti nelle scuole secondarie di tutta l'Ue.
L'industria europea delle bevande analcoliche rappresentata da Unesda (European soft drinks industry), ha annunciato oggi la cessazione volontaria delle vendite di bevande contenenti zuccheri aggiunti nelle scuole secondarie di tutta l'Unione europea. Un impegno sul lungo periodo volto ad un marketing responsabile nei confronti di bambini ed adolescenti, preso rilanciando una politica introdotta nel 2016, che prevede di non vendere bevande nelle scuole primarie né pubblicizzarle fra i bambini di età inferiore ai 12 anni.
La politica comincerà ad essere introdotta fattivamente attraverso i 28 Paesi membri dell'Ue e troverà completa attuazione entro la fine del 2018. A partire da tale data ogni membro dell'Unesda fornirà alle scuole secondarie solo bevande analcoliche a ridotto contenuto calorico.
"Riconosciamo che l'acqua deve restare la più importante bevanda per gli scolari", si legge nella nota diffusa dall'associazione, la quale stima che l'iniziativa toccherà oltre 50.000 scuole secondarie coinvolgendo più di 40 milioni di giovani in tutta l'Unione.
"La messa in pratica di questa iniziativa rivolta all'universo scolastico è solo l'ultimo tassello della politica di Unesda, che mira a contribuire nella prevenzione dell'obesità, e sostiene l'impegno preso all'inizio del 2017 di ridurre ulteriormente del 10% gli zuccheri nelle bevande entro il 2020, dopo la diminuzione del 12% attuata fra il 2000 e il 2015", conclude l'associazione.
Fra i membri Unesda figurano Coca-Cola, Fanta, Lipton, Oasi, Orangina, Pepsi, Schweppes e Sprite.
EFA News - European Food Agency