Mutti premia gli agricoltori
Con politica di incentivi e premi, remunerazione +16% rispetto alla media del nord Italia, e fino al + 30% al sud
L'azienda di Parma ha così contrastato il crollo del 15% di disponibilità di materia prima rispetto al 2017
La campagna di raccolta del pomodoro nel 2018 in Italia si è appena conclusa con una generalizzata contrazione dei volumi complessivi prodotti (-15% rispetto al 2017), sia per effetto delle minori superfici investite (-5%), sia per le minori rese (-6%) dovute all’andamento climatico, eppure Mutti, primo trasformatore italiano con 2,9 milioni di quintali lavorati, ha realizzato quasi 540mila tonnellate di prodotto, appena inferiori al risultato dello scorso anno. Merito anche dei premi di produzione riservati agli agricoltori, una politica di fidelizzazione che evidentemente porta frutto, anche a costo di ingenti investimenti.
L’azienda di Parma infatti continua ad investire in qualità e innovazione per generare valore in tutta la filiera, a partire dal prezzo di acquisto del pomodoro: grazie alla propria politica di incentivi e premi per le buone pratiche in campo, nella campagna 2018 ha corrisposto ai suoi circa 1.000 conferitori il 6% in più rispetto all’indice di prezzo pattuito. “La ricerca della qualità” – spiega Francesco Mutti – “si traduce in una politica di premium price, ovvero di sovraprezzo per qualità superiore, con un +16% rispetto alla media del mercato del nord Italia (pari a un 9% in più rispetto alla media di mercato per effetto della selezione a cui si va ad aggiungere un altro 7% tra premi, incentivi e servizi). Una media premiante per i nostri conferitori se si considera che durante la campagna il differenziale del Brix - che esprime indirettamente la sapidità del pomodoro- è stata mediamente superiore del 7% rispetto al valore medio di mercato, con oscillazioni che vanno dall’8% ad inizio campagna, fino al 5% a fine settembre. Questo differenziale di indice prezzo rispetto alla media del mercato è pressoché raddoppiato rispetto alla media degli ultimi 5 anni. Per le produzioni tipiche del Sud Italia, come pomodorini e pelati, è stata adottata una politica “shock” ovvero di fortissimo incentivo alla qualità con un indice di prezzo che può arrivare fino a +30% rispetto al prezzo base di acquisto. Le aree di produzione che hanno guidato la campagna si sono confermate quelle tipiche, prevalentemente Emilia-Romagna (76%) al Nord e Puglia (84%) al Sud, nelle quali il Gruppo Mutti persegue un sistema di approvvigionamento attento a selezionare la qualità superiore della materia prima all’accettazione”.
Con la campagna 2018 è stata anche raggiunta la completa conversione alla raccolta meccanizzata, che ha raggiunto il 100% su tutte le tipologie di pomodoro in tutti gli aree di produzione, con l’obiettivo di evitare qualsiasi forma di lavoro manuale non qualificato e di sostenere l’adozione delle migliori pratiche agricole. Nonostante questo, Mutti registra un aumento delle assunzioni di personale stagionale sui 3 stabilimenti, di Montechiarugolo (PR), Collecchio (PR) e Oliveto Citra (SA) per un totale di 1340 persone, di cui 1148 stagionali coinvolti.
EFA News - European Food Agency