Bio e industria: un binomio vincente
Anche Amadori e Inalca protagonisti al Sana col Ccpb
Durante il Sana Ccpb- Consorzio Controlli Prodotti Biologici ha organizzato incontri con esperti e professionisti del settore
Bio: piccolo, bello e salutare. E spesso "antindustriale". Ricorre in effetti nell'immaginario comune (ma anche in molte campagne pubblicitarie di aziende bio) l'immagine di una dicotomia tra il cibo industriale e quello "naturale" (o presunto tale) frutto di un'agricoltura bucolica e ideale.
A smentire questo luogo comune ci ha pensato il Consorzio di controllo dei prodotti biologici (Ccpb), il più importante ente certificatore del biologico in Italia, che in occasione del Sana, la fiera del bio conclusasi oggi a Bologna, ha organizzato il convegno “Esiste il cibo perfetto? Se Bio vuole”, dando spazio, tra gli altri, a due dei principali operatori industriali in Italia: Inalca (Cremonini), leader assoluto nella produzione di carni bovine, e Amadori, principale produttore italiano nel settore avicolo. Entrambe le aziende hanno importanti linee di prodotti bio a marchio proprio o per conto terzi, dimostrando che non esiste contrapposizione tra un prodotto industriale e un altro certificato come biologico.
Renata Pascarelli, responsabile qualità Coop Italia, ha spiegato la politica dei piccoli passi versola sostenibilità che nell’assortimento di prodotti a marchio significa partire da sicurezza, etica,ecologia, trasparenza e accessibilità. Giovanni Sorlini, responsabile qualità, ambiente e sicurezza Inalca, ha parlato di ricerca della massima integrazione possibile tra produzione e mondo agricolo per trovare sul territorio soluzioni e miglioramenti di lungo periodo. Francesca Amadori, responsabile Corporate Communication Amadori, ha detto di puntare sulla filiera completa, che permette all’azienda sia una rintracciabilità totale del prodotto sia una pianificazione d’interventi ad ampio raggio su energie rinnovabili, abbattimento dello spreco e riutilizzo dei rifiuti, e attenzione al benessere degli animali. Punto di vista vegetale per Silver Giorgini, direttore qualità e innovazione prodotti Orogel: “la siccità di questa estate ha portato notevoli costi economici anche in termini di rese della produzione agricola e in futuro il cambiamento climatico potrebbe determinare le scelte sulle colture”. Paolo Pari, direttore marketing Almaverde Bio, ha insistito sulla diffusione dei prodotti biologici, apprezzati dagli italiani, ormai è assodato, ma che ora, tenendo sempre alta la qualità, devono essere usufruibili e disponibili in tutti i canali commerciali. Fabrizio Piva, Ccpb, ha sottolineato il ruolo della certificazione che, oltre portare garanzie, integrità e certezze, aiuta le aziende a migliorare il proprio processo produttivo.
La conclusione del dibattito è toccata a Massimo Marino, fondatore dello Studio Lce, e Carlo Alberto Pratesi, docente di marketing a Roma Tre, che hanno evidenziato come "il cibo perfetto non esiste". I due esperti, autori peraltro del libro "Il cibo perfetto" (edizioni Ambiente), hanno spiegato che "al contrario esistono molti modi per avvicinarsi alla perfezione e soddisfare i tanti stili alimentari oggi presenti. Il consiglio finale per le aziende e i consumatori è accettare la complessità del cibo e della sua produzione, conoscere i fenomeni ad esso collegati e decidere cosa offrire e cosa consumare sulla base dei valori che si è scelto di adottare".
EFA News - European Food Agency