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CLARA MOSCHINI

Cina: lo stop a gorgonzola e taleggio non è un problema politico

Per il governo cinese si tratta di adeguare i regolamenti alle procedure dell'import

L'interscambio tra Italia e Cina è cresciuto del 20% nei primi sette mesi dell'anno

Lo stop cinese ai formaggi con muffe provenienti dall'Europa, tra cui gli italiani gorgonzola e taleggio e i francesi camembert e roquefort, denunciato qualche giorno fa da Assolatte, non è un problema politico. Lo ha detto Wu Jing-chun, vice direttore del Dipartimento per i Rapporti con l'Unione Europea del ministero del Commercio di Pechino, nel corso di un incontro con i giornalisti all'ambasciata italiana di Pechino.

Wu Jing-chun è intervenuto a margine della presentazione del prossimo Congresso Mondiale di Slow Food, che si terrà a Chengdu, nel sud-ovest della Cina, tra il 29 settembre e il 1° ottobre prossimo. "Il nostro ministero – ha detto Jing-chun – non si occupa direttamente della importazione dei formaggi. Se ne occupa l'Aqsiq (Amministrazione su ispezioni e quarantena, ndr). Ci sono procedure interne – ha aggiunto Wu, in quello che è stato il primo commento cinese sulla vicenda dalla denuncia degli agricoltori italiani –. Ai cinesi piacciono i cibi italiani. Non c'è problema sui formaggi. Questo è soltanto un problema di procedura interna, non di politica. Il mercato cinese dà il benvenuto ai prodotti italiani". Il caso però non prevede soluzioni rapide: i parametri del 2010, molto bassi sulle muffe, sono stati applicati in modo flessibile. Per far ripartire l'import sarà necessario ridefinirli. 

Nel suo intervento, Jingchun ha sottolineato che le relazioni commerciali tra Italia e Cina sono in continua crescita e che l'interscambio dei prodotti è salito del 20% nei primi sette mesi dell'anno, raggiungendo quota 27 miliardi di dollari. "L'Italia – ha concluso Wu – ha effettuato quest'anno investimenti in Cina per 7 miliardi di dollari finora e la Cina ne ha fatti per 11 miliardi, confermando l'Italia tra i Paesi di maggior attrazione degli investimenti cinesi". Tra le contromosse allo studio, si apprende, ci sarà un seminario sui formaggi con muffe da tenere quanto prima. Si attende l'intervento dell'Unione Europea visto che la lettura restrittiva dei regolamenti rischia di colpire non solo Italia e Francia, ma anche Gran Bretagna, Danimarca e Olanda. 

Sulla questione dello stop cinese ai formaggi erborinati è intervenuta anche Coldiretti che ha ricordato come siano "circa 15mila i chili di gorgonzola consumati nel 2016 dai cittadini della Cina". In una nota diffusa subito dopo le dichiarazioni di Jing-chun, l'associazione ha definito ingiustificato lo stop di Pechino ai prodotti caseari italiani. "Sono numerose le misure di carattere fitosanitario che impediscono ai prodotti Made in Italy di raggiungere il gigante cinese con il quale – sottolinea Coldiretti – sono in corso numerose trattative, dalle mele alle pere, dalla farina di frumento al riso da risotto".

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EFA News - European Food Agency

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