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CLARA MOSCHINI

Ceta, Federalimentare plaude all'accordo, Coldiretti contraria

Nonostante le critiche, l'Italia si avvia ad approvare il trattato sul libero scambio tra Ue e Canada

Alcune delle posizioni pubbliche più significative rispetto al trattato Cita

Il Ceta - Comprehensive Economic and Trade Agreement, l'accordo sugli scambi commerciali tra Ue e Canada - divide il mondo politico italiano, generando posizioni fortemente contrastanti rispetto ad un tema tanto delicato e capace di incidere in maniera significativa sull’economia nazionale della penisola.

Gli industriali sono fortemente a favore: Secondo Luigi Scordamaglia, Presidente di Federalimentare, “il Ceta è un accordo che porterà grandi vantaggi al settore agroalimentare italiano, e non solo. L'Europa torna finalmente protagonista in un contesto mondiale in cui la proliferazione di neoprotezionismi rischia di rallentare il commercio mondiale”. “Il contenuto di questo accordo - ha aggiunto Scordamaglia - smentisce chi si oppone alla conclusione di trattati internazionali affermando che questi sono controproducenti per la filiera alimentare Italiana e portano ad un abbassamento degli standard igienici sanitari e lavorativi dell''Europa. L'accordo infatti mantiene gli elevati standard europei sulle merci importate, introduce importanti forme di tutela sia legale che di etichettatura per oltre 145 indicazioni geografiche europee di cui 41 DOP e IGP italiane". Scordamaglia ha anche ricordato che il “valore simbolico” del mercato canadese per l’industria agroalimentare italiana: “Il Canada rappresenta l’11° sbocco per il nostro food and beverage e lo scorso anno ha rappresentato un export di 692 milioni di euro per la nostra industria alimentare, con un incremento del +8,2% sull’anno precedente”.

Diametralmente opposto il parere di Coldiretti. Il vicepresidente Ettore Prandini ha paventato “un impatto devastante sulla coltivazione di grano in Italia con il rischio desertificazione di intere aree del Paese e una concorrenza sleale nei confronti degli allevatori italiani, ma anche un rischio per i consumatori ed un precedente pericoloso nei negoziati internazionali”. Aggiungendo inoltre che “delle 291 denominazioni Made in Italy registrate ne risultano protette appena 41, peraltro con il via libera all’uso di libere traduzioni dei nomi dei prodotti tricolori e alla possibilità di usare le espressioni tipo; stile o imitazione”.

Decisamente duro anche il punto di vista di Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura e Progetti speciali di Greenpeace Italia: “la politica commerciale europea e nazionale deve diventare un volano per rafforzare i nostri diritti sociali e la salvaguardia del Pianeta, non uno strumento per favorire i profitti di pochi, a scapito dei cittadini. Questo accordo è e sarà inaccettabile fino a quando non avverrà un vero cambio di rotta”.

Assolutamente favorevole il Pd. Nicola Danti, eurodeputato del Partito Democratico, ha affermato che "l’accordo raggiunto col Canada apre grandi opportunità per l’Europa, per l’Italia […]. Il Ceta non modificherà gli standard europei. I requisiti in materia di diritti dei lavoratori, protezione dei consumatori, sicurezza degli alimenti, qualità dei prodotti e tutela dell’ambiente rimarranno inalterati. Tutte le importazioni dal Canada dovranno soddisfare le normative europee, senza eccezioni e con il massimo del rigore. […] Il Ceta, inoltre, promuoverà le nostre eccellenze enogastronomiche”.

Di parere positivo anche il mondo dei vini italiani, come lasciano ben trasparire le parole del segretario generale di Unione Italiana Vini Paolo Castelletti: “abbiamo sempre ritenuto gli accordi di libero scambio uno strumento fondamentale per migliorare l'accesso ai mercati. […] Per quanto riguarda il Canada, parliamo di un mercato ormai maturo, dove il valore delle nostre bottiglie è già riconosciuto e dove la chiusura dell'accordo porterebbe solo ulteriori vantaggi. Prima tra tutte consentirebbe all'Europa di giocare d'anticipo sugli altri competitor”.

In attesa del voto finale in Aula parlamentare, il dibattito resta ancora aperto.

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EFA News - European Food Agency

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