Il caffè aiuta la memoria
Practical Neurology ha pubblicato uno studio scientifico sul rapporto tra caffeina e salute
Diversi studi scientifici dimostrano gli effetti benefici correlati ad un'assunzione moderata di caffè
La rivista scientifica “Practical Neurology” ha recentemente reso noto uno studio circa i benefici che possono derivare dall’assunzione della caffeina nei soggetti adulti. In particolare un apporto moderato permette di migliorare il livello di attenzione, concentrazione e il tono umorale. Può inoltre facilitare gli effetti degli analgesici e si ritiene che abbia la capacità di prevenire il deficit cognitivo nonché di ridurre le cause di ictus, morbo di Parkinson e di Alzheimer.
Già nel 2011, l’Efsa (European Food Safety Authority) aveva valutato i vantaggi e gli svantaggi per la salute derivanti dall’uso di caffeina, presente oltreché nella gustosa bevanda apprezzata da molti, anche in una lunga serie di alimenti abitualmente consumati e nelle “cosiddette bevande energetiche insieme ad altri ingredienti come la taurina e il glucuronolattone”.
Secondo quanto rilevato dall’Efsa, “se assunta oralmente la caffeina viene assorbita rapidamente e completamente dall’organismo. Gli effetti stimolanti possono insorgere da 15 a 30 minuti dopo l’ingestione e permangono per alcune ore. […] Le concentrazioni nelle bevande a base di caffè dipendono dal processo produttivo, dalla varietà di chicchi di caffè usati e dalle modalità di preparazione (per es. caffè americano, espresso). […] L’assunzione di caffeina fino a 400 mg al giorno [circa 5 tazzine di caffè giornaliere], consumata nel corso della giornata, non pone problemi di sicurezza per gli adulti sani della popolazione in genere, fatta eccezione per le donne in gravidanza”. L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare precisava inoltre l’esistenza di un rapporto di causa-effetto tra una dose di 75 mg di caffeina (una tazzina di caffè) e un aumento della soglia di attenzione nel soggetto consumatore.
Anche l’Isic (Institute for Scientific information on Coffee) sottolinea la correlazione tra un apporto equilibrato di caffeina e le conseguenze benefiche sulla dimensione tanto psichica quanto fisica. Con una struttura simile a quella dell’adenosina (neurotrasmettitore con una funziona inibitoria), la caffeina può legarsi ai recettori di quest’ultima, agendo in una duplice direzione: in talune circostanze creando possibili disturbi del sonno, in altre accrescendo il livello di attenzione e contribuendo anche al miglioramento delle performance fisiche sotto sforzo.
EFA News - European Food Agency