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CLARA MOSCHINI

Danone investe 280 milioni di euro nel sito Evian

E' il primo stabilimento certificato carbon neutral

Obiettivo è arrivare al 100% di zero impronta carbonio entro il 2020

Danone ha completato i lavori per realizzare uno stabilimento di produzione all'avanguardia a Evian-les-Bains nelle Alpi francesi per supportare la crescita del brand internazionale di acqua, venduto in oltre 140 Paesi. Dopo sei anni di costruzione e trasformazione, il nuovo sito presenta una maggiore efficienza operativa, una nuova tecnologia e un controllo di qualità più elevato, con particolare attenzione alla sicurezza. Il sito è anche carbon-neutral (certificato dall'ente Carbon Trust), segnando una pietra miliare nell'impegno di Evian per raggiungere lo stato carbon neutral a livello globale entro il 2020. Infatti, è il primo impianto di produzione Danone e il più grande sito di produzione alimentare in Francia a ottenere questo status.

"Oggi siamo in una rivoluzione alimentare. La rilevanza del brand, l'integrità e la trasparenza sono fattori sempre più importanti – commenta Emmanuel Faber, direttore generale di Danone – che modellano le scelte dei nostri consumatori. A Danone ci siamo impegnati pienamente in questa rivoluzione, consapevoli che in alcuni casi la nostra decisione ci porterà oltre l'ostacolo. Per questo motivo abbiamo annunciato nel 2015 che Evian sarebbe stato il primo marchio internazionale Danone a diventare carbon neutral entro il 2020".

Per modernizzare il sito di imbottigliamento, Evian si è impegnata a investire 280 milioni di euro tra il 2011 e il 2020. L'impianto produce tutte le bottiglie Evian vendute in tutto il mondo. L'impegno a ridurre l'impronta di carbonio ha portato a una serie di iniziative positive sul sito di imbottigliamento: tra il 2008 e il 2016, il marchio ha ridotto il consumo energetico industriale totale del 23% per litro di Evian, aumentando il volume delle bottiglie prodotte per soddisfare le crescenti esigenze dei consumatori. Oggi il sito di imbottigliamento è alimentato al 100% da energie rinnovabili. Come parte di questo stesso cammino, Evian mira a utilizzare materiali riciclati al 100% nel suo imballaggio. Entro la fine del 2017, utilizzerà una media del 25% di rPET (plastica riciclata), tre anni prima del programma indicato alla COP21 (conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico svoltasi a Parigi nel 2015) con l'obiettivo di raggiungere il 50% per alcuni formati entro il 2020.

Il brand sta anche ampliando l'uso di un trasporto multimodale più ecologico, con particolare attenzione al trasporto merci su rotaia, con un'impronta di carbonio di un decimo rispetto a quello su strada. Attualmente il 60% delle bottiglie Evian viene spedito in treno dalla stazione - una delle più grandi stazioni ferroviarie private in Francia - al punto di imbottigliamento e questo traffico dovrebbe aumentare nei prossimi anni.

Evian fa parte di gruppo Danone. Nel 2016 Danone Eaux ha fatturato 5 miliardi di euro. L’anno scorso ha lanciato 13 nuovi formati, dalle bottigliette usa-e-getta con il tappo di stagnola, adatte alla "consommation nomade", ai bottiglioni da 5 litri per famiglia fino a inventarsi una speciale bottiglia con un manico studiato appositamente per i consumatori più anziani. A inizio 2017 Danone ha unito le forze con Nestlé Waters (in Italia attraverso il Gruppo Sanpellegrino) per realizzare un accordo di partnership con una azienda biotech californiana, Origin Materials, per costituire NaturALL Bottle Alliance, con l'obiettivo di sviluppare entro i prossimi 3-5 anni una bottiglia in plastica di origine 'bio' realizzata al 100% con risorse sostenibili e rinnovabili, 100% biodegradabile.

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EFA News - European Food Agency

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