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CLARA MOSCHINI

Crisi clementine, per UE colpa di fattori produttivi e climatici

Hogan: "Indagheremo sui eventuali danni causati dall'import extra UE"

Rispota all'interrogazione dell'On. Piernicola Pedicini.

Risposta di Phil Hogan a nome della Commissione europea (24.4.2019).

La Commissione ritiene che la difficile situazione del mercato degli agrumi nell'Europa meridionale derivi dalle particolari condizioni di produzione nell'UE verificatesi nella prima parte della stagione: ritardi nella raccolta precoce dei frutti, abbondanza di frutti di piccole dimensioni, scarsa domanda dovuta alle temperature elevate registrate all'inizio dell'autunno, forti precipitazioni e inondazioni, problemi fitosanitari in alcune regioni produttrici e perturbazioni del traffico in Francia.

L'UE sta effettuando uno studio di valutazione ex post delle disposizioni commerciali di sei accordi di associazione conclusi con i partner euromediterranei. Lo studio si concentrerà€ sull'impatto complessivo degli accordi e ne valuterà€ il contributo al conseguimento degli obiettivi stabiliti nella dichiarazione di Barcellona del 1995. La relazione dovrebbe essere disponibile nel 2020.

Come sottolineato dall'onorevole deputato, gli accordi prevedono disposizioni sulle misure di salvaguardia. I servizi della Commissione monitorano e continueranno a monitorare la situazione del mercato. In questa fase la Commissione non dispone di elementi che indichino che le importazioni da paesi terzi abbiano perturbato il mercato degli agrumi dell'UE, giustificando l'applicazione delle misure di salvaguardia previste negli accordi bilaterali tra l'Unione e i paesi della sponda meridionale del Mediterraneo.

I prodotti importati da paesi terzi e la frutta prodotta nell'UE devono rispettare la stessa normativa UE applicabile in materia di livelli massimi di residui di antiparassitari.


Di seguito l'interrogazione alla Commissione dell'On. Piernicola Pedicini (EFDD).

Oggetto:  Crisi dei produttori di clementine nel sud Italia

A causa di un ritardo di maturazione delle clementine, i produttori del sud-Italia – soprattutto Calabria, Basilicata e Puglia – non hanno potuto procedere al consueto raccolto di tutto il prodotto e circa un 30-40% di clementine deve ancora essere raccolto. Contemporaneamente il mercato è inondato dall'offerta di altri paesi – soprattutto Spagna e Marocco – che sfruttano il vantaggio di usare prodotti fitosanitari vietati in Italia. Di conseguenza, i produttori italiani si trovano oggi con grosse quantità di clementine che, se raccolte ora, comprimerebbero ulteriormente il prezzo, mentre l'offerta non sembra diminuire.

Si chiede alla Commissione:

1) Nella valutazione ex-post dell'impatto causato dall'eliminazione o riduzione dei dazi previsto negli accordi commerciali euro-mediterranei, prenderà in considerazione l'insostenibile compressione dei prezzi delle clementine?

2) Valuterà se è il caso di attivare misure di salvaguardia come previsto dagli accordi stipulati?

3) Considerando le differenze nella regolamentazione dei prodotti fitosanitari che – in modo sleale – avvantaggiano i produttori di agrumi del nord-Africa, in che modo, nell'ambito dei negoziati bilaterali, sta favorendo la progressiva convergenza del sistema fitosanitario nei paesi del nord-Africa?

                                       

agu - 7491

EFA News - European Food Agency

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