Granarolo/2: lotta contro plastica e spreco
Un piano sfidante per il triennio 2019-21
Oltre alla crescita del benessere animale, il piano strategico 2019-21 di Granarolo per la sostenibilità presentato oggi a Roma prevede una drastica riduzione dell'uso della plastica e un abbattimento degli sprechi.
Per la plastica, l’obiettivo particolarmente sfidante è di ridurne il consumo di un quantitativo pari a 3.787 t di CO2 eq. in 3 anni, corrispondente all’illuminazione annua di una città di 54.726 abitanti. Per raggiungerlo Granarolo prevede una riduzione drastica del peso degli imballaggi primari e secondari, l'uso di plastica riciclata sulle bottiglie di latte e sulle confezioni dei formaggi, il recupero degli imballaggi del latte reso da mercato, e la sperimentazione materiali alternativi alla plastica.
“La vera sfida - ha detto il Presidente Gianpiero Calzolari - sarà coinvolgere i consumatori nella raccolta di plastiche alimentari che noi utilizzeremo per fare altre bottiglie, senza passaggi intermedi”.
Molte le iniziative già attuate di riduzione del peso degli imballaggi in plastica primari e secondari di latte e latticini. Già dallo scorso marzo il Gruppo ha lanciato sul mercato la prima bottiglia di latte in Italia con il 20% di plastica riciclata, da giugno si arriverà a 25% ed entro fine anno al 50% su tutte le bottiglie. Da inizio anno è partito il recupero delle bottiglie in plastica rese dal mercato, prima destinate a termovalorizzatore o discarica, e in parallelo sono in corso sperimentazioni su materiali alternativi alla plastica, anche in sinergia con giovani start-up.
Per quanto riguarda la lotta allo spreco, Granarolo ha avviato un piano su latte e latticini lavorando in sinergia con istituzioni, clienti e consumatori. Obiettivo è di arrivare al -10% di resi dal mercato italiano (stimando in 123.000 tonnellate il reso da mercato di latte e latticini freschi in Italia) che corrispondono a -1.400 t di CO2 eq cioè all’illuminazione annua di una città con circa 20.000 abitanti.
Nello specifico, il gruppo punta all'allungamento delle shelf-life dei prodotti, e lancerà varie campagne per una gestione più sostenibile dei prodotti in casa, sui nuovi usi per i prodotti in scadenza, e per un corretto smaltimento.
Latte e derivati contribuiscono in larga parte allo spreco alimentare. Possono rappresentare fra il 4 e l’8% del venduto della categoria. Attualmente nella migliore delle ipotesi il prodotto ritirato dai punti vendita, nel rispetto della catena del freddo, pur essendo ancora integro, può essere recuperato come sottoprodotto da indirizzare all’alimentazione animale. Un allungamento della shelf-life potrebbe garantire una riduzione dello spreco alimentare, in considerazione del grande lavoro fatto, a partire dalla stalla per migliorare la qualità del latte in origine e lungo la catena del freddo per preservarne le caratteristiche organolettiche, anche grazie alle nuove tecnologie disponibili.
Una vita residua più lunga dell’attuale consentirebbe alle famiglie alto consumanti di fare un minimo di scorta, acquistando pur con una sola visita settimanale al supermercato la quantità di prodotti necessari per coprire i bisogni di una settimana. Un virtuoso processo competitivo di miglioramento continuo gioverà a tutte le parti interessate, consumatori, produttori, trasformatori e ambiente.
“Stiamo allungando il periodo di vita dei nostri prodotti – conclude Calzolari. Ora servono leggi che favoriscano la durabilità degli stessi, il loro mantenimento e una tassazione che non colpisca il lavoro, ma l’energia e i materiali utilizzati”.
EFA News - European Food Agency