Anuga: Federalimentare e Fiere di Parma contro l'Italian sounding
Uno sportello dedicato e un osservatorio permanente sul fenomeno
Assistenza legale gratuita alle aziende che ne faranno richiesta
Inaugurato oggi ad Anuga lo sportello di primo ascolto contro l'Italian sounding. A presentarlo Federalimentare e Cibus, il Salone Internazionale dell'Alimentazione organizzato da Fiere di Parma.
Si tratta di un servizio di consulenza legale gratuito, realizzato in collaborazione con lo studio italo-tedesco Grigolli & Partner, destinato alle aziende italiane associate a Federalimentare e presenti in fiera. Lo sportello è collocato nel padiglione 11.2 stand D70 e permette ai nostri espositori di segnalare episodi di contraffazione e imitazione dei prodotti italiani. Nello specifico servirà per quei casi di Italian sounding, una fra le più subdole forme di comunicazione ingannevole per il consumatore che si sostanzia attraverso l’attribuzione di origine italiana ad un prodotto che in realtà non lo è.
"Il servizio – specifica Luigi Scordamaglia, presidente di Federalimentare – non sarà limitato alla fiera, ma troverà stabile dimora sul sito della nostra associazione, dove un'area sarà destinata a questa importante risorsa per la difesa del made in Italy".
I danni dell'Italian sounding alla nostra produzione si stimano intorno ai 65 miliardi di euro, per un valore globale di oltre 100 miliardi. "Un valore che però appare inappropriato – prosegue Scordamaglia –, se pensiamo che solo in America il fenomeno vale 23 miliardi". E oltretutto in crescita: +70% nel decennio 2007-2017.
L'Italian sounding sarà anche oggetto di un apposito osservatorio, al quale sta lavorando Cibus insieme a Federalimentare, Ice e Mipaaf per misurare e contrastare il fenomeno in maniera più efficace nei diversi mercati.
Il presidio si avvarrà della consulenza di avvocati tedeschi esperti in violazione della proprietà intellettuale. Per segnalare episodi sospetti e permettere una rapida valutazione da parte dell'avvocato, l'azienda deve portare i documenti attestanti la proprietà industriale dei prodotti e procedere, se necessario, con le opportune denunce al Central Industry Property Rights Office.
EFA News - European Food Agency