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CLARA MOSCHINI

Latte: da oggi obbligo di origine in etichetta

Scaduti i 180 giorni per lo smaltimento delle scorte

Entra in pieno vigore il decreto sull'Indicazione dell'origine in etichetta della materia prima per il latte e i prodotti lattieri caseari

Scadono oggi i 180 giorni concessi per lo smaltimento delle scorte: scatta l'obbligo di indicare in etichetta l'origine del latte e dei prodotti lattiero-caseari come burro, formaggi, yogurt per impedire di spacciare come Made in Italy i prodotti ottenuti degli allevamenti stranieri.

Entra così in pieno vigore il decreto sull'Indicazione dell'origine in etichetta della materia prima per il latte e i prodotti lattieri caseari che era stato firmato dai ministri delle Politiche Agricole Maurizio Martina e dello Sviluppo Economico Carlo Calenda.

L'obbligo di indicazione di origine del latte o dei prodotti lattiero-caseari sarà riconoscibile in etichetta dalle seguenti diciture:

1)"Paese di mungitura": nome del Paese nel quale è stato munto il latte;

2) "Paese di confezionamento e trasformazione": nome del Paese nel quale il latte è stato condizionato o trasformato. 

Qualora il latte o il latte usato sia stato munto, condizionato o trasformato, nello stesso Paese, l'indicazione di origine può essere assolta con l'utilizzo della seguente dicitura: "origine del latte": nome del Paese. Se invece le operazioni indicate avvengono nel territorio di più Paesi membri dell'Unione europea, per indicare il luogo in cui ciascuna singola operazione è stata effettuata, possono essere utilizzate le seguenti diciture: "latte di Paesi UE" per l'operazione di mungitura, "latte condizionato o trasformato in Paesi UE" per l'operazione di condizionamento o di trasformazione. Infine, qualora le operazioni avvengano nel territorio di più Paesi situati al di fuori dell'Unione europea, per indicare il luogo in cui ciascuna singola operazione è stata effettuata, possono essere utilizzate le seguenti diciture: "latte di Paesi non UE" per l'operazione di mungitura, "latte condizionato o trasformato in Paesi non UE" per l'operazione di condizionamento o di trasformazione. Per le violazioni si applicano le sanzioni di cui all'art. 4, comma 10, della legge 3/2/2011, n. 4.

"Un milione e 700mila mucche da latte presenti in Italia ma anche pecore, capre e bufale possono finalmente mettere la firma sulla propria produzione di latte, burro, formaggi e yogurt che – sottolinea la Coldiretti – è garantita da livelli di sicurezza e qualità superiore grazie al sistema di controlli realizzato dalla rete di veterinari più estesa d'Europa, ma anche ai primati conquistati a livello comunitario con la leadership europea con 50 formaggi a denominazione di origine protetta realizzati sulla base di specifici disciplinari di produzione".

"Con l'etichettatura di origine – continua il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo – si dice finalmente basta all'inganno del falso Made in Italy con tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro venduti in Italia che sono stranieri, cosi come la metà delle mozzarelle sono fatte con latte o addirittura cagliate provenienti dall'estero, senza che questo sia stato obbligatorio fino ad ora riportarlo in etichetta. Si tratta di un importante segnale di cambiamento anche a livello comunitario, dove occorre proseguire nella l'impegno per la trasparenza".



mtm - 925

EFA News - European Food Agency

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