Lattiero-caseario: innovazione digitale fa risparmiare € 100 milioni l'anno
Saranno presentati alle "Fiere Zootecniche Internazionali" di Cremona (25-28 ottobre) i dati della ricerca del Tavolo Lattiero-Caseario 4.0
Studiato l’impatto della digitalizzazione dei dati nella ricetta veterinaria elettronica, nella registrazione dell’alimentazione animale e nel monitoraggio dei prodotti freschi
Il settore lattiero-caseario italiano potrebbe risparmiare oltre 100 milioni di Euro all’anno applicando modesti investimenti nella ricetta veterinaria elettronica, nella registrazione dell’alimentazione animale e nel monitoraggio dei prodotti freschi negli itinerari di consegna. È solo uno dei dati frutto dello studio effettuato dall’Osservatorio Smart AgriFood del Politecnico di Milano e dell’Università degli Studi di Brescia, che verrà presentato alle "Fiere Zootecniche Internazionali di Cremon"a il 25 ottobre alle ore 10:00.
Il tavolo di lavoro dedicato al settore lattiero-caseario, realizzato in collaborazione con il Crit-Polo digitale di Cremona, è uno dei due attivati dall’Osservatorio Smart AgriFood. "Il nostro compito -spiegano Filippo Renga e Damiano Frosi, coordinatori della ricerca- è comprendere come l’innovazione digitale possa fornire benefici tangibili e non, all’intera filiera. Per farlo abbiamo incontrato operatori del settore chiedendo loro quali ambiti ritenessero più interessanti in tal senso. Sono stati individuati la ricetta veterinaria elettronica, destinata a diventare obbligatoria per legge, la registrazione delle specifiche alimentari degli animali e il tracciamento dei prodotti freschi".
Nel primo caso, quello della ricetta elettronica, i vantaggi della digitalizzazione dei processi sono molteplici ed avrebbero ricadute positive praticamente su tutti gli attori coinvolti. "I dati sulle ricette verrebbero registrati e resi disponibili tramite un portale web. In questo modo -spiega Renga, codirettore dell’Osservatorio Smart AgriFood- oltre all’eliminazione della carta si contraggono i tempi associati alla compilazione delle ricette, così come diminuisce il tempo che gli allevatori dedicano solitamente alle compilazioni dei registri di carico e scarico e dei trattamenti. Allo stesso modo si assiste ad una riduzione dei tempi delle verifiche sanitarie delle Asl, con la possibilità di diminuire i controlli ad occasioni mirate. Tutto ciò consentirebbe un intervento più veloce e finalizzato alla correzione immediata dell’errore, supportando gli stessi allevatori. Oltre a tali benefici, misurabili in decine di milioni di Euro di risparmio all’anno nella sola Lombardia, vanno considerate le ricadute positive non quantificabili e intangibili come il minore stress per gli allevatori, e gli importanti benefici a livello di immagine nei confronti del consumatore finale e delle istituzioni europee".
Il secondo caso studiato dal tavolo è incentrato sulla tracciabilità e semplificazione burocratica nell’alimentazione animale a supporto delle filiere garantite come i prodotti Dop o biologici, ma non solo. Anche in questo caso è stata avviata una sperimentazione tramite la registrazione dei dati sulle caratteristiche dei mangimi su un portale web. Il mangimificio fornitore dell’alimento carica le caratteristiche dei prodotti, caratteristiche che in automatico passano all’allevatore e, ultimo anello, all’azienda di trasformazione, che in questo modo può controllare direttamente dalla fonte il rispetto della normativa sul disciplinare, sgravando allevatori e mangimifici. "In questo caso -spiegano dall’Osservatorio- si risparmierebbero vari milioni di Euro all’anno solo nel comparto del Grana Padano o -secondo le nostre ipotesi- del Parmigiano Reggiano".
Dalla produzione alla distribuzione: nel terzo caso di studio il tavolo ha esaminato le problematiche relative alla conservazione dei prodotti lattiero-caseari freschi, una volta che questi vengono distribuiti dopo la lavorazione in stabilimento. Sensori di rilevazione della temperatura, combinati alla connettività degli smartphone dei conducenti dei mezzi a motore che effettuano la distribuzione, sarebbero in grado di garantire al 100% il rispetto delle norme sui freschi, permettendo di monitorare in tempo reale e in cloud il tragitto e le modalità di conservazione, nonché di intervenire tempestivamente in caso di guasti o anomalie. "Soltanto stimando i prodotti che si sprecano prima della messa in commercio per cattiva conservazione, si arriverebbe ad un risparmio notevole. Consideriamo poi la maggiore tutela per chi si occupa di trasporto e le ulteriori possibilità di marketing -evidenzia Frosi, direttore della ricerca- utilizzando ad esempio un semplice QRcode applicato al prodotto in grado di raccontare al consumatore l’intera storia del prodotto acquistato".
I dati dello studio verranno presentati presso CremonaFiere nel corso dell'evento, l'unica rassegna esclusivamente zootecnica di respiro internazionale organizzata in Italia, che rappresenta il principale appuntamento dell'anno per il mondo agro-zootecnico, con oltre 800 brand partecipanti e quattro giorni di seminari, workshop, presentazioni e focus tematici.
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