It does not receive public funding
Editor in chief:
CLARA MOSCHINI

Kellogg abbatte gli sprechi

Impegno globale in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile e i target 2030 dell'Onu

Kellogg ha annunciato un piano per abbattere i rifiuti organici e gli sprechi alimentari del 50% entro il 2030 all'interno del programma globale di responsabilità sociale Kellogg’s Better Days, nato per ridurre l’impatto di Kellogg sul pianeta e per supportare le famiglie in difficoltà. L'impegno assume particolare rilievo considerando che il gruppo è leader nella produzione di cereali e il secondo più grande produttore di biscotti, cracker e snack al mondo.

L'impegno riguarda il processo produttivo oppure l'utilizzo di prodotti confezionati ma che non possono essere venduti per svariate ragioni. Nel primo caso i rifiuti organici vengono generati durante i processi di produzione degli alimenti, dalla pulizia al controllo qualità, oppure per l'adeguamento di uno stesso macchinario per il passaggio alla produzione di un diverso alimento. Alcuni sono ancora commestibili e possono, quindi, essere riutilizzati. Altri scarti di produzione, non più commestibili, vengono quindi rielaborati come mangime per animali o usati per produrre energia attraverso la digestione anaerobica. In questo ambito l'azienda è impegnata a evitare ogni tipo di spreco.

Nel caso invece dei prodotti già confezionati ma che non soddisfano i criteri di qualità per essere venduti, ad esempio per ragioni dovute al danneggiamento durante il trasporto, Kellogg Italia continuerà a donare questi prodotti agli enti benefici come Fondazione Banco Alimentare Onlus e Croce Rossa Italiana.  Nel 2018, in questo modo, Kellogg in Italia ha ridistribuito oltre 70.000 chili di cibo confezionato.

“In Italia doniamo le eccedenze alimentari e i prodotti che non possiamo immettere in commercio a organizzazioni come Fondazione Banco Alimentare Onlus, con la quale collaboriamo da anni, e Croce Rossa Italiana in favore di programmi per aiutare le comunità locali e le persone in difficoltà”, ha commentato Giuseppe Riccardi, Head of Market di Kellogg Italia. “In Europa, quando non ci è stato possibile donare le eccedenze e gli sprechi produttivi, abbiamo trovato modi alternativi per non sprecare cibo, ad esempio sono stati impiegati come ingrediente per realizzare altri prodotti o sono stati venduti a birrifici per trasformarli in birra”, ha aggiunto Riccardi.

“Solo dopo aver preso in considerazione tutte le diverse possibilità per impiegare nuovamente gli sprechi produttivi, valutiamo l’ipotesi di riutilizzare quelli organici per produrre mangime per animali o per produrre energia”, ha precisato Riccardi. “Questo perché crediamo che, quando possibile, i rifiuti alimentari che soddisfano i criteri per essere donati dovrebbero essere sempre utilizzati per aiutare le persone in difficoltà. E, anche nel caso di scarti alimentari commestibili ma non completamente conformi, ci impegniamo ad esplorare alternative innovative per produrre alimenti e bevande”, ha concluso.

agu - 9572

EFA News - European Food Agency

Similar