Vegetali confezionati: in Italia crescono del 4% a valore
Successo della IV e V gamma per le marche industriali che avanzano del doppio
L’incremento è stimolato soprattutto da un processo di innovazione e di diversificazione merceologica verso linee di prodotto a maggior valore aggiunto
Quadro positivo del settore della IV e V gamma (la frutta, la verdura e, in generale, gli ortaggi freschi, oppure cotti e ricettati, a elevato contenuto di servizio, confezionati e pronti per il consumo) in Italia: il mercato ha registrato un trend di crescita interessante nella grande distribuzione organizzata, mediamente superiore agli altri settori sia a volume che a valore (la crescita a valore è superiore al +4%). Tale crescita ha riguardato soprattutto le performance delle marche industriali che, pur avendo una quota di mercato pari acirca il 40%, hanno registrato una dinamica di crescita superiore al +8%.
Sono i risultati del convegno «Il futuro dei fresh convenient a base vegetale nella Distribuzione Moderna», organizzato da Aiipa IV Gamma, gruppo attivo all’interno del raggruppamento “Prodotti Vegetali” dell’Associazione Italiana Industrie Prodotti Alimentari (Aiipa) che rappresenta i maggiori produttori nazionali di Quarta Gamma. Cuore dell’evento è stata la presentazione dei risultati della ricerca «Il posizionamento dei prodotti vegetali freschi e pronti all’uso nella distribuzione moderna», svolta dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, Facoltà di Economia e Giurisprudenza, con lo scopo di valutare il fenomeno dello sviluppo dei prodotti vegetali freschi e pronti all’uso nella gdo, cercando di identificare i principali modelli di business nei diversi format distributivi. L’indagine è stata realizzata attraverso interviste a domicilio a un campione di circa 600 famiglie.
“L’incremento è stimolato soprattutto da un processo di innovazione e di diversificazione merceologica verso linee di prodotto a maggior valore aggiunto. I consumatori riconoscono infatti l’elevato contenuto di servizio dei prodotti di IV gamma e la percezione comparativa della qualità di questi prodotti rispetto a quelli di I gamma risulta essere mediamente buona” – commenta Daniele Fornari, professore ordinario dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza.
In generale, anche la penetrazione di consumo dei vegetali confezionati e lavorati è aumentata: la quota di famiglie che acquista questi prodotti è in continua crescita e ha raggiunto 19,4 milioni. “L’aumento della penetrazione fa principalmente riferimento a un crescente atteggiamento di “time for money” da parte dei consumatori che da un lato privilegiano prodotti con maggior contenuto di servizio e dall’altro riconoscono un miglioramento dell’offerta in assortimento, soprattutto legata alla disponibilità di prodotti dal packaging comodo e pratico”, dichiara Sebastiano Grandi, professore associato e coordinatore della Laurea Magistrale in Food Marketing e Strategie Commerciali presso dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza. E proprio l’importanza del packaging è coerente rispetto a una sempre maggiore eterogeneità dei momentidi consumo dei vegetali di IV e V gamma anche al di fuori delle situazioni di pranzo e cena a casa (questi nuovi momenti pesano per circa il 30% dei consumi complessivi).
I fattori di valutazione della qualità dei vegetali in busta – lavati e/o cotti – sono correlati al concetto di tracciabilità del prodotto: gli intervistati, infatti, attribuiscono molta importanza all’origine italiana della materia prima (53%), ai controlli subiti nel processo produttivo (33%), all’identificazione della filiera controllata sulla confezione (31%). “Questi dati sono per noi da un lato molto interessanti perché ci indicano ancora una volta la direzione che dovremo seguire e dall’altro sono confortanti, in quanto da sempre il settore investe moltissimo per garantire ai consumatori prodotti di qualità e tracciabili: i controlli vengono infatti garantiti in tutte le fasi del processo produttivo, dalla coltivazione alla lavorazione fino all’imbustamento”, commenta Gianfranco D’Amico, presidente del Gruppo Aiipa IV Gamma.
Un altro fattore indice di un prodotto di qualità per il consumatore è una data di scadenza più lontana nel tempo (37%). “Questo è un altro aspetto su cui si sono concentrati gli sforzi e gli investimenti dell’industria di IV e V gamma negli ultimi anni – prosegue D’Amico – nella convinzione che una shelf life più lunga sia sinonimo di qualità superiore e di vantaggio per tutti gli attori della filiera, non solo per il consumatore ma anche per industria e distribuzione”.
Dalla ricerca si evince come l’innovazione sia un’importante opportunità da cogliere da industria e distribuzione: solo l’11% dei consumatori si è accorto di qualche novità di prodotto nell’ultimo anno. La sfida quindi è quella di lavorare meglio e insieme per comunicare le innovazioni, anche sul punto vendita.
“Il consumatore sembra ricercare nel mondo dei vegetali freschi una maggiore offerta di prodotti innovativi che possano rispondere ai nuovi bisogni sia in termine di formati che di segmentazione dell’offerta: questo è certamente un territorio nel quale le marche commerciali e industriali possono essere complementari e avere ciascuno un proprio ruolo – commenta D’Amico, che aggiunge – Il fattore prezzo, sul quale troppo spesso concentriamo gli sforzi, sembra avere una rilevanza marginale in queste categorie, dove il consumatore cerca qualità costante, varietà di offerta e proposte nuove”.
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