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CLARA MOSCHINI

Mutti, al via la campagna 2017 del pomodoro

Selezionati 480 produttori agricoli rigorosamente italiani

Pomodori di alta qualità, tutela del territorio e coinvolgimento dei propri lavoratori sono i tratti distintivi dell'azienda Mutti

Ha preso il via la campagna 2017 di trasformazione del pomodoro Mutti. Come ogni anno, in accordo con le aziende agricole conferenti, Mutti ha definito dei parametri qualitativi – severi e superiori alla media –  tali da trasformare solo il pomodoro migliore e ottenere prodotti finiti di qualità eccellente. Dalla scelta del territorio più adatto per ciascuna varietà fino al livello ottimale di maturazione, ogni fase della filiera è attentamente controllata con l’obiettivo di ottenere un pomodoro dal gusto dolce, dall’ottima consistenza e dal colore rosso vivo.

L’azienda – nata a Parma nel 1899 e situata nel cuore della food valley – da oltre 100 anni è impegnata nella lavorazione dei pomodori migliori. Nel 1999 è la prima realtà aziendale ad ottenere la certificazione di produzione integrata, rilasciata dall’ente Check Fruit, che attesta il rispetto di procedure di controllo particolarmente severe, sia da parte di Mutti sia da parte delle aziende agricole produttrici di pomodoro. Nel 2001 le viene poi riconosciuto il certificato attestante la totale assenza di ogm, segno di assenza di contaminazioni sulle coltivazioni.  

L’azienda parmense è inoltre seriamente impegnata per la salvaguardia dell’ambiente. Dal 2010 collabora infatti con il Wwf, al fine di garantire un utilizzo sostenibile delle risorse idriche: contribuisce all’adozione di sistemi di irrigazione a goccia, istituisce incontri di formazione e assistenza tecnica e monitora dall’alto la maturazione del pomodoro per suggerire il momento migliore per il raccolto.

Per la campagna 2017, da poco iniziata, sono stati selezionati circa 480 produttori agricoli. 400 di questi conferiranno il pomodoro a Mutti nello storico stabilimento di Parma e 80 in quello di Fiordagosto, nei pressi di Salerno, dedicato alla produzione di alcune specialità tipiche del sud Italia, come pelati e pomodorini. A queste due realtà produttive si aggiunge un nuovo impianto a Collecchio (Pr): Mutti si è infatti aggiudicata l'asta per l'affitto del ramo d'azienda Pomodoro 43044, ex Co.Pad.Or. (Consorzio Padano Ortofrutticolo), che ha iniziato la campagna 2017 per il proprio mercato b2b.

Nel dettaglio, lo stabilimento di Parma – che produce polpa, passata e concentrato – ritira pomodoro fresco coltivato prevalentemente in Emilia-Romagna. Un quantitativo minore proviene invece da Lombardia, Veneto, Piemonte, Toscana e Lazio. Allo stabilimento di Salerno arriva pomodoro coltivato principalmente in Puglia e, in misura minore, in Basilicata, Molise e Campania.

L’origine 100% italiana del pomodoro è attestata dalla certificazione Iso2205 a seguito di scrupolose verifiche eseguite nelle aziende agricole e negli stabilimenti produttivi.

“Ogni anno per noi la sfida è ottenere dai nostri conferitori pomodori di qualità eccellente e sempre crescente. Questo è possibile grazie alla stretta collaborazione e al rapporto di fiducia che negli anni abbiamo instaurato con le aziende agricole, creando un circolo virtuoso che va a vantaggio del mercato, ma soprattutto del consumatore finale, con cui abbiamo un altrettanto importante rapporto di fiducia”, dichiara Francesco Mutti, ad Mutti spa.

Per la raccolta stagionale, da metà luglio a fine campagna (circa fine settembre), il 2017 ha visto l’assunzione di 490 persone nello stabilimento di Parma, che vanno ad aggiungersi alle 154 impiegate stabilmente, privilegiando giovani studenti universitari; 295 a Fiordagosto, che si sommano ai 13 dipendenti fissi; 250 presso Pomodoro 43044, che si uniscono ai 104 dipendenti della sede.

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EFA News - European Food Agency

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