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CLARA MOSCHINI

Italia-Israele: polemiche sui carciofi alla giudia, “non kosher”

Il rabbinato centrale ha bandito l’importazione nello stato ebraico, ma non tutti sono d'accordo

I carciofi alla giudia sarebbero “impuri” e quindi non kosher, ovvero non rispettano le regole stabilite dall’ebraismo, e per questo il rabbinato israeliano ne ha bandito l’importazione nello Stato ebraico. Secondo quanto riporta oggi il quotidiano israeliano “Haaretz”, la decisione ha scatenato malumori nella comunità ebraica di Roma. In un’intervista ad “Haaretz”, il responsabile delle importazioni, il rabbino Yitzhak Arazi, ha spiegato le ragioni che hanno spinto l’autorità qualche mese fa a bandire l’importazione della versione già pronta di uno dei piatti più amati dalla comunità ebraica romana, ma non solo. “Il cuore del carciofo è pieno di vermi, non c’è modo di pulirlo e pertanto non può essere kosher”, ha spiegato Arazi.

In conformità con le linee guida del rabbinato israeliano, la comunità ebraica milanese ha chiesto alla catena di ristoranti “Ba’Ghetto” di rimuovere il piatto dal menu presso il locale di Milano. Il quotidiano israeliano evidenzia che i clienti sono rimasti sorpresi dalla rimozione del piatto dal menu, mentre la comunità ebraica romana, prosegue “Haaretz”, sente che la propria tradizione culinaria è sotto attacco. Ariel Toaff, figlio dell'ex rabbino capo di Roma, ha detto ad Haaretz che il divieto del Gran Rabbinato non ha senso, che a Roma «i carciofi si trovano a ogni seder (cena della pasqua ebraica), perché la loro forma circolare richiama la continuazione della vita», e perché la ricetta è diffusa nella comunità da circa cinque secoli. Il dibattito è stato alimentato da un video di auguri pasquali circolato online in cui i due principali leader della comunità ebraica romana, Riccardo Di Segni e Ruth Dureghello, si sono fatti riprendere mentre pelano proprio dei carciofi.

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EFA News - European Food Agency

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