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CLARA MOSCHINI

Sos semi antichi d'Italia: se ne parla domani a Bologna

Coldiretti e la Società Italiana Sementi lanciano l'allarme, e presentano uno studio sul rischio di scomparsa

 L’omologazione e la standardizzazione delle produzioni a livello internazionale mettono a rischio gli antichi semi della tradizione italiana, sapientemente custoditi per anni da generazioni di agricoltori. Un pericolo per i produttori ed i consumatori per la perdita di un patrimonio alimentare, culturale ed ambientale del Made in Italy, ma anche un attacco alla sovranità alimentare e alla biodiversità, fondamentale anche nella lotta ai cambiamenti climatici che stanno portando alla nascita di nuove malattie. 

A lanciare l’allarme sono Coldiretti e Sis, la Società Italiana Sementi con capitale 100 per 100 italiano detenuto dagli agricoltori attraverso i Consorzi agrari, che mercoledì 24 maggio 2017, alle ore 10,00, nella sede della Sis in via Mirandola di Sopra 1 a San Lazzaro di Savena (Bologna) presenteranno lo studio sul rischio di scomparsa dei semi antichi, ma anche le azioni di contrasto messe in atto dagli agricoltori italiani per salvarli, con in mostra gli antichi semi salvati, dal grano al riso fino all’erba medica.

Sfogline e pizzaioli al lavoro nell’occasione per fare la pasta con semola dell’antico grano duro Senatore Cappelli, che dopo aver rivoluzionato la produzione di pane e pasta in Italia ha rischiato di sparire. ma che adesso torna sulle tavole italiane. Un ritorno storico certificato e tracciato in purezza lungo tutta la filiera, dietro la spinta di straordinari contenuti nutrizionali e di una rusticità che ne consente la coltivazione anche in periodi e in terreni siccitosi.  All’appuntamento interverranno il direttore generale di Sis, Mario Conti, il presidente di Sis e vicepresidente nazionale di Coldiretti, Mauro Tonello. 

Clamos - 33

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