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CLARA MOSCHINI

Foodtech, Posti amplia la certificazione delle ricette tipiche italiane

Tappa in Veneto per il tour della start up che valorizza le filiere del food con la tecnologia blockchain

Baccalà alla vicentina, sarde in saor, risotto al radicchio trevigiano, fegato alla veneziana e le tipiche moeche, o i meni noti maneghi, bigoli in salsa, panada, smegiassa e castradina… sono alcune delle ricette rappresentative della cucina locale, da cui parte il tour di Posti in Veneto. Dopo la partenza ufficiale nel Lazio e la panzanella certificata di Antonello Colonna, il tour della start up romana del foodtech, specializzata nell’applicare la tecnologia blockchain alle filiere food, arriva a Venezia per coinvolgere nel proprio ecosistema le realtà più rappresentative del territorio e tracciare nuove ricette, compresi i piatti della tradizione antica un po’ dimenticati.

L’occasione dell’avvio del tour in Veneto è la partecipazione alla Bitesp, la fiera del turismo esperenziale e dell’incoming, in partnership con Experience Italia, realtà specializzata in viaggi emozionali insoliti ed esclusivi, tra le meraviglie del Bel Paese. Domani, presso la Stazione Marittima (Terminal 103, ore 10), si terrà un incontro dal titolo ‘I viaggi di pOsti tra saperi e sapori’ dedicato alla promozione del territorio e delle eccellenze enogastronomiche, con un focus sul tema della tracciabilità. Sono previsti gli interventi di Virgilio Maretto, Ceo pOsti; Elena Musco, Comunicazione e Marketing pOsti; Giorgia Chiozzi e Stefania Gioia, Have a Glass in Venice; Piercarlo Spina, Consulente di Direzione, Formazione ed Organizzazione; Luca Marton, Editore TG Plu; Enrico Ferri, AD Rational Italia

Secondo Virgilio Maretto, “pOsti pone al centro del suo progetto la tutela del cibo italiano, in un’accezione ampia ed arricchita nei suoi significati: il cibo come cultura del territorio, il cibo dislocato in ogni angolo del paese Italia, rivolto al benessere salutare, al rispetto del sistema ambiente, ad una maggiore consapevolezza del consumatore attraverso una tecnologia che solo oggi può permettere tutto ciò. Saranno tanti pOsti, tanti luoghi a parlarci attraverso le tradizionali cucine degli Osti delle ricette e degli alimenti, troppo spesso dimenticati sulle tavole. Con i suoi itinerari emozionali pOsti vuole entrare nella specificità del viaggio, dove il “viaggiatore” diventa attore, parte attiva dell’itinerario intrapreso. Ciascun itinerario esprime un unicum, in cui ogni tassello racconta un pezzo di territorio, di storia e di cultura antica, solitamente nascosta e quindi difficile da scoprire”.

Per Elena Musco, “tutto parte dal territorio. Dalle sue risorse, dalle sue ricchezze naturali, dalle eccellenze e dalle tradizioni. Un patrimonio culturale di enorme valore, talvolta conosciuto, talvolta accennato, ma non sempre raccontato. La narrazione rappresenta oggi uno strumento indispensabile per fare cultura, una narrazione che emoziona, coinvolge e crea il desiderio di scoperta di quel luogo e delle sue eccellenze, in un connubio di enogastronomia e turismo che fanno la ricchezza dell’Italia”.

Posti riscopre le origini di questi piatti, ne racconta la storia, li certifica, e illustra il loro apporto nutrizionale, in collaborazione con i suoi partner: INSOR per la ricerca storica, Food Chain per la tecnologia blockchain, NACCP per gli aspetti nutrizionali. L’accesso a questi dati avviene con un semplice QR Code e uno smartphone. Partner di pOsti per questa tappa in Veneto è Have a glass in Venice, esperienze di viaggio personalizzate di lusso ‘the personal guide to Venice, wine & lifestyle’, che ha collaborato al coinvolgimento di varie aziende del territorio: Oste Mauro Lorenzon, Enoteca La Mascareta (Venezia), Ilaria Nidini, Tenuta Santa Maria Valverde (Marano di Valpolicella, Verona), Matteo Bisol, la Venissa (Venezia), e Alessandro Olivetto, Amaro S. Giuseppe (Bassano del Grappa, Vicenza), Manuela Perenzin, Latteria Perenzin.

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EFA News - European Food Agency

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