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CLARA MOSCHINI

Lidl: revocata l'amministrazione giudiziaria

L'indagine aveva portato all'arresto a maggio di 14 persone accusate di avere dato vita a un'associazione a delinquere

Quattro direzioni della catena di supermercati erano state sottoposte alla misura nell'ambito di un'inchiesta su presunte infiltrazioni del clan mafioso Laudani

La sezione misure di prevenzione del Tribunale di Milano ha disposto la revoca anticipata e senza alcun controllo giudiziario successivo dell'amministrazione giudiziaria, decisa lo scorso maggio, di quattro direzioni generali di Lidl Italia, proprietaria della catena di supermercati discount. Le quattro direzioni, una in Lombardia, a Somaglia, provincia di Lodi, due in Piemonte e una in Sicilia, cui afferiscono circa 200 punti vendita, erano state infatti sottoposte alla misura - anche se la società non è mai stata indagata - in un'inchiesta su presunte infiltrazioni della famiglia mafiosa catanese Laudani, in appalti gestiti da filiali italiane della multinazionale tedesca e in una società che si occupava di vigilanza anche per il palazzo di giustizia milanese.

Per i giudici "la collaborazione efficace e continuativa fornita dalla società, anche per il tramite dei propri legali e le iniziative assunte dalla società in relazione ai presidi di controllo interno, alla selezione dei fornitori e all'allontanamento dei dipendenti ritenuti collusi con i soggetti indagati, danno conto della sensibilità degli organi di vertice Lidl Italia ai temi della legalità".

L'indagine aveva portato all'arresto di 14 persone accusate di avere dato vita a un'associazione a delinquere con l'aggravante mafiosa per presunti rapporti con esponenti del clan dei Laudani di Catania.

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