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CLARA MOSCHINI

Radiazioni. Stop Ue a restrizioni import cibo da prefetture Giappone

La revoca, effettiva dal 1° dicembre, riguarda anche il riso proveniente da Fukushima, colpita dal disastro nucleare

L'Unione europea ha deciso di revocare le sue misure restrittive sull'importazione di alcuni alimenti provenienti da 10 prefetture giapponesi, come ad esempio il riso coltivato a Fukushima, località dove è avvenuto il più grave incidente nucleare del Paese. 

La revoca parziale decisa dalla Commissione europea, diventerà effettiva dal primo dicembre. Le altre nove prefetture sono Akita, Miyagi, Gunma, Ibaraki, Tochigi, Chiba, Iwate, Nagano e Yamagata. Dopo l'incidente avvenuto nel marzo 2011 a Fukushima, l'Unione europea aveva richiesto la presentazione di documenti di certificazione con controlli delle radiazioni per alcuni alimenti provenienti da un totale di 13 prefetture. 

Dopo la revoca delle restrizioni, in linea di principio non sarà più necessario dimostrare che il riso è stato coltivato in prefetture diverse da quella di Fukushima. Lo riferisce oggi l'Agenzia italiana per il commercio estero dalla sua sede di Tokyo.

Il disastro avvenne nel marzo del 2011 in seguito a 4 distinte esplosioni nella centrale nucleare di Fukushima, provocate dal terremoto e maremoto che colpirono il Paese. Causò la contaminazione di migliaia di chilometri quadrati di territorio e di acque. L'anno scorso esperti dell'Ong ambientalista Green Gross  dichiaravano -ripresi da"Il Sole 24 ore Mondo"- che "Dopo cinque anni è ancora allarme: i livelli di radioattività risultano ancora 35 volte superiori alla norma". Dubbi sulla radioattività e sui reali livelli di contaminazione dell’oceano, dei terreni e delle acque nelle prefetture interessate erano espressi anche in un articolo su "La stampa" del 20 gennaio del 2016 dal titolo "Il cibo proveniente da Fukushima è sicuro?", nel quale veniva riportato quanto discusso alla “Fukushima – Food Safety Conference” svoltasi in quei giorni a Milano.

Tuttavia dai lavori della conferenza emerse anche che "Ad oggi -gennaio 2016, NdR- l’area di Fukushima non soffre di valori particolarmente alti rispetto al resto dei Paesi presi in considerazione" da uno studio realizzato da alcuni studenti giapponesi sotto la supervisione del professore di fisica presso l’Università di Tokyo, Ryugo Hayano. Così come risultò estremamente limitato il livello di radioattività nei diversi alimenti come "mele, riso e altre verdure, mentre solo lo 0,4% del pesce supera il livello di 100 Bq/kg".

Per completezza di informazione, riportiamo anche quanto dichiarava in una nota del settembre scorso il M5S Europa per voce dell'eurodeputato Piernicola Pedicini, proprio in merito alla revoca dell'Ue:

"La Commissione europea vuole eliminare una serie di controlli sui prodotti alimentari importati da alcune aree del Giappone. Questi controlli erano stati decisi dopo il disastro nucleare di Fukushima. Siamo sconcertati. Gli studi scientifici dicono che il tempo di dimezzamento della radioattività dopo un incidente nucleare è di ben 700 milioni di anni. Sono passati appena 6 anni da Fukushima, un lasso di tempo troppo breve per poter essere sicuri.

Nella Commissione Ambiente, Salute e Sicurezza alimentare del Parlamento europeo abbiamo espresso il nostro sdegno a questa proposta della Commissione: il cibo che mangiamo e quello che entra nel mercato europeo deve essere sicuro. Non bastano i controlli in Giappone, servono anche quelli all'ingresso in Europa. Come ha dimostrato il caso delle uova contaminate, i controlli non sono mai troppo pochi. A volte le normative non bastano: bisogna fare i conti con la realtà della corruzione e degli interessi commerciali in gioco.

Dopo l'esplosione di Fukushima tonnellate di acqua contaminata dalle radiazioni sarebbero state riversate in mare. I principali alimenti a rischio sono i pesci, il tonno e le vongole. Sotto attenzione anche il riso. I controlli speciali, decisi all'indomani del disastro nucleare, non devono essere rimossi".

Clamos - 1229

EFA News - European Food Agency

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