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CLARA MOSCHINI

Coldiretti: proseguire sull'obbligo dell'etichetta di origine

Importante il passo avanti dei ministri Martina e Calenda ma la strada è ancora lunga

Diversi i prodotti dell'enogastronomia italiana venduti come tali ma in realtà realizzati con materie prime straniere

A seguito dell’approvazione dei due decreti interministeriali – recentemente firmati dai ministri Martina e Calenda – che prevedono l’obbligo di indicazione dell’origine del riso e del grano per la pasta in etichetta, il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo ha dichiarato: “La decisione di proseguire con fermezza sulla strada della trasparenza con l’etichetta di origine obbligatoria per il grano impiegato nella pasta e per il riso è coerente con gli impegni assunti ma soprattutto risponde alle esigenze di oltre il 96% dei consumatori che chiedono che venga scritta sull'etichetta in modo chiaro e leggibile l'origine degli alimenti secondo la consultazione on line del ministero delle Politiche agricole. Di fronte all’atteggiamento incerto e contraddittorio dell’Unione Europea che obbliga ad indicare l’etichetta per la carne fresca ma non per quella trasformata in salumi, per il miele ma non per il riso, per il pesce ma non per il grano nella pasta, per la frutta fresca ma non per i succhi, l’Italia che è leader europeo nella trasparenza e nella qualità ha il dovere di fare da apripista nelle politiche alimentari comunitarie”.

Secondo fonti Coldiretti, 2 prosciutti su 3 sono venduti come italiani, ma provengono in realtà da maiali allevati all'estero, così come 1 pacco di pasta su 3 è realizzato con grano straniero senza indicazione in etichetta, 1 pacco di riso su 4, i succhi di frutta o il concentrato di pomodoro le cui importazioni dalla Cina sono aumentate del 43% nel 2016, raggiungendo circa 100 milioni di kg, pari a circa il 20% della produzione nazionale in pomodoro fresco equivalente.

L’obbligo di indicare in etichetta l’origine costituisce da sempre uno dei punti cardine dell'attività Coldiretti, che con la raccolta di un milione di firme ha condotto all’approvazione della legge 204/2004. Da allora molti risultati sono stati conseguiti anche a livello europeo. Tuttavia secondo Coldiretti l’etichetta non indica la provenienza degli alimenti, dai salumi al concentrato di pomodoro ai sughi pronti, dai succhi di frutta fino alla carne di coniglio. L’Italia sotto la spinta di Coldiretti ha fatto scattare il 19 aprile 2017 l’obbligo di indicare il Paese di mungitura per latte e derivati dopo che il 7 giugno 2005 era entrato già in vigore per il latte fresco, il 17 ottobre 2005 l’obbligo di etichetta per il pollo Made in Italy, dal 1° gennaio 2008 l’obbligo di etichettatura di origine per la passata di pomodoro.

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EFA News - European Food Agency

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