Torino, apre "Cannavacciuolo Bistrot"
Dopo Novara, anche nella città sabauda inaugura un ristorante stellato firmato dal noto chef
Tradizione partenopea, attenzione alle materie prime, incursioni gastronomiche nelle terre del nord Italia e cura per il cliente sono i principali ingredienti del nuovo bistrot
Apre a Torino in zona Gran Madre l’atteso “Cannavacciuolo Bistrot”, ospitato in un elegante palazzo ottocentesco.
Antonino Cannavacciuolo – originario di Vico Equense, vicino Napoli e noto chef patron del ristorante Hotel Villa Crespi di Orta San Giulio, in provincia di Novara – protagonista di fortunati programmi televisivi legati alla gastronomia, quali “Cucine da incubo” e “Masterchef”, aveva inaugurto il primo “Cannavacciuolo Café & Bistrot” a Novara nel 2015.
Il locale torinese, a due piani, ha una cinquantina di coperti ed è dotato di uno spazio all’aperto che si affaccia su via Santorre di Santarosa. Le sale sono state ristrutturate secondo i principi del “feng shui” – arte orientale cinese che combina in modo armonico l’architettura interna con quella esterna – riservando una particolare attenzione all’acustica e ai campi magnetici che si possono creare fra tavoli, sedie e porta d’ingresso. L’obiettivo è offrire alla clientela una condizione di benessere totale, pensata in ogni suo aspetto: “molto più torinese, con i mattoncini a vista” – spiega Cannavacciuolo – “non appena ho visto questa location dietro la Gran Madre l’ho subito sentita il posto mio, in grado di dare grandi sensazioni positive. E per questo in due minuti ho detto sì”.
La cantina è ricchissima di vini e champagne. Il menù fortemente legato alla cucina partenopea, non rinuncia ad excursus gastronomici nelle terre del nord, specialmente piemontesi. Protagonisti indiscussi sono il rispetto delle materie prime, la stagionalità e l'incontro tra tradizione gastronomica del meridione e del settentrione italiani.
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