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CLARA MOSCHINI

Clamoroso: l'olio di palma non fa più male

Dietrofront dell'EFSA dopo la pubblicazione delle nuove raccomandazioni FAO-OMS

L'EFSA (l'agenzia europea per la sicurezza alimentare) ha appena  pubblicato un aggiornamento del rapporto sulla valutazione del rischio collegato a possibili effetti nocivi a lungo termine del contaminante da processi alimentari 3-monocloropropandiolo (3-MCPD) contenuto in alimenti e oli vegetali trasformati, principalmente l'olio di palma, riconfermando i livelli di dose giornaliera tollerabile (DGT) indicati nel 2013.

Lo precisa la stessa EFSA: "Gli esperti dell’EFSA hanno applicato un approccio scientifico aggiornato per valutare di nuovo i possibili effetti nocivi a lungo termine del contaminante da processi alimentari 3-MCPD su reni e fertilità maschile.  I livelli di consumo di 3-MCPD tramite gli alimenti sono considerati privi di rischi per la maggior parte dei consumatori, ma esiste un potenziale problema di salute per i forti consumatori delle fasce di età più giovane. Nella peggiore delle ipotesi, i neonati nutriti esclusivamente con latte artificiale potrebbero lievemente superare il livello di sicurezza".

Per l’EFSA, pertanto,  l’olio di palma non fa male di per sé e non è pericoloso se consumato in una dieta bilanciata e il rischio di superare lievemente il livello di DGT potrebbe esserci solo per i neonati nutriti esclusivamente con latte artificiale.

EFSA ha così deciso che la dose giornaliera tollerabile (DGT) di 3-MCPD in μg/kg di peso corporeo va innalzata di due volte e mezzo rispetto al valore indicato nel 2016 ed è ora pari a 2,0 microgrammi per kg di peso corporeo (contro lo 0,8 precedente).

Quindi, si tratta di un rischio che può essere controllato fissando dei limiti di sicurezza, cosa che la Commissione Europea sta facendo, mentre i produttori già adottano tecniche di raffinazione adeguate e in grado di limitare al massimo la formazione dei contaminanti. Così hanno già fatto alcune imprese rimaste “fedeli” all’olio di palma, prima fra tutte la Ferrero, che ha annunciato che l'eliminazione dell'olio di palma dalla Nutella avrebbe stravolto completamente il prodotto.

Ma perché l'EFSA ha cambiato parere? Il prof. Christer Hogstrand, che ha presieduto il gruppo che ha elaborato il parere scientifico del 2016 e il relativo aggiornamento, ha dichiarato: "L'EFSA ha deciso di rivedere la propria valutazione dopo che il comitato congiunto FAO-OMS di esperti sugli additivi delle Nazioni Unite [JECFA] ha stabilito un diverso livello di sicurezza (dose giornaliera tollerabile o DGT: pari 4 μg/kg). Nel frattempo l'EFSA ha aggiornato il metodo che abbiamo utilizzato per calcolare la nostra precedente DGT, ciò che viene chiamato approccio della dose di riferimento (BMD). Il gruppo scientifico ha applicato il metodo alla sua nuova valutazione del 3-MCPD e, di conseguenza, ha innalzato il livello di sicurezza precedente di due volte e mezzo".

Bisognerà vedere ora cosa come si comporteranno le aziende che hanno improvvisamente abbandonato l'uso dell'olio di palma rifacendosi al report EFSA del 2016 appellandosi al principio di precauzione. Il claim “senza olio di palma” rischia ora di discriminare un prodotto per ragioni unicamente di marketing.

In allegato il testo completo del report EFSA.

b0a87517ce878a9c50a6a3cadb7de4f4.pdf
lma - 1846

EFA News - European Food Agency

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