In crescita le importazioni della Cina
+37,4% valore import dairy nel 2017
È positivo anche il bilancio dei formaggi: +11,2% in quantità e +18,7% valore
I dati delle importazioni lattiero casearie della Cina a dicembre 2017confermano un trend positivo su base tendenziale sia volume che in valore. Rallentano in quantità le importazioni di formaggi (-19,4%), che registrano però una crescita soddisfacente sul versante dei prezzi (+12%).
Osservando i numeri complessivi del 2017 di Clal.it, punto di riferimento per il settore caseario, emerge con chiarezza il ruolo della Cina sullo scacchiere mondiale. Imprescindibile, anche per le economie occidentali. Fra gennaio e dicembre 2017 le importazioni dairy sono aumentate in quantità (+12,9%) e in valore (+37,4%), con performance positive per il latte per l’infanzia (+34,3% in quantità e +32,6% in valore), whole milk powder (+12% in quantità e +44,3% in valore), skim milk powder (+34,1% in quantità e +51,6% a valore).
È positivo anche il bilancio dei formaggi: +11,2% in quantità e +18,7% valore. Il margine di crescita dell’export caseario è elevato, ma per trasmettere la grande ricchezza dei prodotti Made in Italy sarà necessario farli conoscere ai consumatori cinesi. Qualcuno non ha perso tempo. Fonterra si è già attivata con dei corsi a Shanghai, per educare i cinesi a consumare formaggio. Anche la decisione del Ministero delle Finanze cinese di ridurre i dazi all’importazione per 187 beni di consumo, fra cui alcuni Formaggi, può essere sicuramente sfruttata per crescere.
Non solo Oceania. La Cina si conferma un paese di destinazione strategico anche per le produzioni europee. Lo strapotere di Nuova Zelanda e Australia, in alcuni campi, può essere messo in discussione dai produttori dell’Unione Europea. È il caso, ad esempio, dell’Olanda, leader dell’esportazione del latte per l’infanzia con una quota di mercato del 29% e una crescita dell’export nel 2017 dell’11 per cento. Anche la Francia in tale contesto è cresciuta notevolmente, posizionando la propria quota di mercato alle spalle della Nuova Zelanda (14% contro il 16%), con una crescita dei volumi inviati nel 2017 addirittura del 186% rispetto all’anno precedente. Francia e Olanda crescono rispettivamente del 15% del 27% nell’esportazione di polvere di siero, piazzandosi alle spalle degli Stati Uniti, leader di mercato incontrastati con un market share del 55 per cento. Rimane monopolio neozelandese, invece, l’export di Wmp verso la Cina, con una quota di mercato del 92%, seguita da un 3% dell’Australia. Alle spalle, Francia, Usa e Olanda.
EFA News - European Food Agency