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CLARA MOSCHINI

Mercosur, così non va

Assocarni: "Concessioni inaccettabili". Coldiretti: "Nessuno spazio ai produttori fraudolenti"

Domani nuovo incontro tra i negoziatori

Non si sono ancora placate le polemiche sui potenziali danni per i produttori italiani derivanti dalle applicazioni operative di accordi sul libero scambio col Giappone e col Canada (vedi Efa News del 24/1/2018), che già si apre un nuovo fronte sulle trattative in corso tra UE e paesi del Mercosur (Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay).

"La commissione - attacca Assocarni - smetta di fare ulteriori concessioni al Mercosur a spese degli agricoltori e dell'industria europea ed italiana". La "concessione" in oggetto è quella relativa ai quantitativi di carne bovina che i paesi del Mercosur potrebbero esportare in Europa e che viene paventata intorno alle 100.000 tonnellate/anno, contro le 70.000 tonnellate di carne bovina che l'anno scorso l'UE aveva messo sul tavolo. 

Secondo Francois Tomei, Direttore di Assocarni, "E' inaccettabile questo costante rilancio al rialzo della quota a dazio agevolato ed ancora più inaccettabile che non venga data nessuna garanzia sul superamento dei numerosi ostacoli non tariffari che si oppongono oggi strumentalmente alle esportazioni di eccellenze alimentari italiane verso quei mercati. Considerando poi l'insufficiente livello di tutela ottenuto nel recente accordo UE Giappone siamo seriamente preoccupati che da un lato continuino ad essere bloccate le esportazioni di dop ed igp verso il Mercosur e dall'altro vengano legittimate le imitazioni italian sounding in Paesi come il Brasile che insieme agli USA vanta il primato delle imitazioni ingannevoli dei prodotti italiani". 

Tomei ricorda che "per esempio, non possiamo esportare in Brasile la nostra bresaola per capziosi motivi sanitari" e che "con questi numeri l'accordo sarebbe fortemente penalizzante per tutta l'industria alimentare e in più creerebbe un grosso squilibrio per il settore della carni bovine europee già alle prese anche con le incertezze derivanti dalla Brexit. Un aumento sproporzionato di importazioni andrebbe a detrimento della produzione europea che - precisa Tomei - è soggetta a regole molto più stringenti di quelle dei paesi sudamericani".

“Riteniamo - conclude Tomei - che il settore delle carni bovine vada protetto in quanto attualmente nella UE l'autoapprovvigionamento di questo prodotto risulta essere al 116%, mentre le prospettive di consumo interno sono in calo; pertanto l'aumento delle importazioni di carne bovina sarebbe del tutto inopportuno e metterebbe a rischio migliaia di posti di lavoro in tutto il territorio unionale”.

Pesante anche la reazione di Coldiretti che, in una nota, sottolinea che "a meno di un anno dal più grande scandalo mondiale sulla carne avariata che ha coinvolto proprio il Brasile, l’Unione Europea sarebbe disposta a offrire un accesso al mercato comunitario di 99mila tonnellate a dazio zero di carni bovine provenienti dai Paesi sudamericani nell’ambito del negoziati sul Mercosur".

"Una ipotesi inaccettabile – sostiene la Coldiretti - per la sicurezza dei consumatori europei dopo lo scandalo che ha coinvolto i più grandi produttori brasiliani che avrebbero aggirato controlli sanitari con la commercializzazione di carni avariate nei diversi continenti e il conseguente blocco alle importazioni in numerosi Paesi, dalla Cina agli Usa. L'apertura a condizioni agevolate, da parte dell'Unione Europea, sarebbe un danno anche per gli allevamenti a causa delle concorrenza sleale perché – precisa la Coldiretti - la carne dei Paesi Mercosur non rispetta gli standard produttivi e di tracciabilità vigenti in Italia e nel Vecchio Continente. “E’ inaccettabile che il settore agroalimentare sia trattato dall’Unione Europea come merce di scambio negli accordi internazionali senza alcuna considerazione del pesante impatto che ciò comporta sul piano economico, occupazionale e ambientale e della salute”, ha dichiarato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo.

Domani 2 febbraio si terrà un nuovo cruciale incontro tra i negoziatori, a Bruxelles, ed anche gli Stati membri dovrebbero discutere l'accordo nel Comitato Politiche Commerciali fissato nello stesso giorno.

agu - 2010

EFA News - European Food Agency

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