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CLARA MOSCHINI

Niente pollo per Kfc

Il fast food a corto di materia prima e ristoranti chiusi

Nessuna distribuzione di pollo per Kfc (Kentucky Fried Chicken), nota catena di fast food famosa proprio per il suo pollo fritto. È quello che sta succedendo in questi giorni nel Regno Unito e che sta portando alla chiusura di 575 ristoranti su 900 presenti in tutta l’area. 

La crisi iniziata il 17 febbraio sarebbe dovuta ad un cambiamento del corriere. Proprio la scorsa settimana, infatti, KFC avrebbe messo fine all’accordo con Bidvest per appoggiarsi ai trasporti di DHL che, secondo quanto riportato dalla BBC, comunica di avere “problemi operativi”.

Si sta cercando di risolvere nei più brevi tempi possibili e la catena di fast food comunica che, nel giro di pochi giorni, sono stati riaperti più di 100 punti vendita. La scelta di chiudere temporaneamente alcuni dei suoi locali è giustificata dall'azienda dal non voler offrire ai propri clienti menu incompleti e con pochissima scelta, per non compromettere la qualità dei ristoranti. Chiedendo scusa sia con locandine sulle vetrine degli store sia pubblicamente sui canali social, KFC ha anche messo a disposizione dei clienti una pagina web nel quale vengono elencati i punti KFC disponibili.

Per quanto riguarda gli impiegati a contratto a tempo indeterminato, sono stati invitati a prendersi una vacanza fino a quando la soluzione non si sia risolta del tutto. Per coloro che invece hanno firmato un contratto part-time, l’azienda ribadisce che continuerà a retribuirli in base alla media delle ore lavorative giornaliere nell'arco delle ultime 12 settimane.

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EFA News - European Food Agency

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